
Feletto, perde il controllo del monopattino davanti all’ambulatorio: minorenne riporta un grave trauma cranico
Una domenica mattina iniziata come tante e trasformata in pochi secondi in una corsa contro il tempo. Attimi di forte apprensione oggi, domenica 24 maggio 2026, a Feletto, dove un ragazzo minorenne è rimasto seriamente ferito dopo una violenta caduta dal proprio monopattino elettrico.
L’incidente si è verificato intorno alle 10.15 in via Luigi Chiala, proprio davanti all’ambulatorio medico del paese. Per cause ancora in fase di accertamento, il giovane avrebbe improvvisamente perso il controllo del mezzo, finendo rovinosamente sull’asfalto.
Secondo una prima ricostruzione, nel sinistro non sarebbero coinvolti altri veicoli. Saranno comunque gli accertamenti a chiarire con precisione la dinamica dell’accaduto. L’impatto è stato particolarmente violento: il ragazzo, di origine marocchina, è finito a bordo strada riportando un importante trauma cranico.
Provvidenziale, nei primi e delicatissimi istanti successivi all’incidente, la presenza di due persone che si trovavano casualmente sul posto: una dottoressa dell’ospedale Maria Vittoria di Torino e un volontario della Croce Rossa di San Giorgio Canavese, entrambi fuori servizio. La loro prontezza ha consentito di prestare immediatamente assistenza al giovane e stabilizzarlo in attesa dell’arrivo dei soccorsi.
Poco dopo sono giunti sul posto i sanitari del 118, con l’ambulanza base della Croce Rossa di San Giorgio Canavese e l’équipe del Soccorso Avanzato di Caluso. Dopo le prime cure e le manovre di emergenza effettuate sul posto, il ragazzo è stato trasferito d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Ivrea, dove è stato sottoposto agli accertamenti radiologici e neurologici del caso.
Ancora una volta un incidente autonomo richiama l’attenzione sui rischi legati all’utilizzo dei mezzi di micromobilità elettrica. Strumenti sempre più diffusi tra i giovani che, anche nelle tratte più brevi e apparentemente sicure, richiedono attenzione e prudenza: perché a volte basta un attimo per trasformare un normale tragitto in un’emergenza.