
Domenica da incubo sulla statale 460 del Gran Paradiso: code e attese fino a 40 minuti al cantiere di Sparone
Quella che doveva essere una tranquilla domenica di rientro dalla montagna si è trasformata in una lunga odissea per centinaia di automobilisti. Nel pomeriggio di ieri, domenica 14 giugno, la strada provinciale 460 del Gran Paradiso è andata in forte sofferenza, con code chilometriche e tempi di percorrenza sensibilmente aumentati lungo l’unica arteria di collegamento tra l’alta Valle Orco e il resto del Canavese.
A provocare i disagi è stato il senso unico alternato attualmente in vigore nei pressi di Sparone, dove sono in corso lavori di manutenzione e la circolazione è regolata da un impianto semaforico. Proprio nel momento di maggiore afflusso, coincidente con il rientro di escursionisti e villeggianti dalle località montane e da Ceresole Reale, il traffico si è progressivamente congestionato fino a raggiungere livelli critici.
Secondo le testimonianze di numerosi automobilisti, durante la mattinata la situazione era stata gestita senza particolari problemi grazie alla presenza di movieri incaricati di regolare manualmente il traffico, consentendo un flusso più scorrevole dei veicoli diretti verso monte.
Lo scenario è cambiato radicalmente nel corso del pomeriggio, quando il traffico si è concentrato quasi esclusivamente in direzione Torino. Il semaforo automatico ha continuato a mantenere i normali tempi di alternanza, senza adeguarsi all’intensità del flusso veicolare. Il risultato è stato un lungo serpentone di auto incolonnate e tempi di attesa che, in alcuni casi, hanno raggiunto i quaranta minuti per superare il tratto interessato dal cantiere.
L’episodio riporta nuovamente l’attenzione sulla fragilità della provinciale 460, infrastruttura strategica e unica via di accesso all’intera Valle Orco. Una strada fondamentale non soltanto per i residenti, ma anche per le attività commerciali e per il comparto turistico che, soprattutto durante i fine settimana estivi, rappresenta una delle principali risorse economiche del territorio.
Proprio la concomitanza con una giornata di forte richiamo turistico ha amplificato i disagi, alimentando malumori e preoccupazioni tra gli utenti. Una situazione che riaccende il dibattito sulla necessità di individuare soluzioni in grado di conciliare le esigenze dei cantieri con la gestione dei flussi di traffico nei momenti di maggiore affluenza, evitando che una delle porte d’accesso al Parco Nazionale Gran Paradiso si trasformi in un imbuto capace di mettere in difficoltà l’intera valle.