
CUORGNÈ – Truffe telefoniche, l’utilissima lezione all’Unitre nel racconto dell’ex sindaco di Favria, Giorgio Cortese
Una telefonata inattesa, una voce rassicurante, la notizia improvvisa di un familiare in difficoltà e una richiesta urgente di denaro. È spesso così che comincia una truffa. A raccontare l’incontro organizzato mercoledì 7 ottobre dall’Unitre di Cuorgnè è Giorgio Cortese, ex sindaco di Favria, che ha raccolto in un articolato resoconto testimonianze, consigli e riflessioni emerse durante il confronto tra cittadini e carabinieri.
L’appuntamento, dal titolo “Attenti alle truffe”, ha visto la partecipazione di rappresentanti dell’Amministrazione comunale, delle forze dell’ordine e delle associazioni del territorio. Dopo il saluto della sindaca Giovanna Cresto, la parola è passata al luogotenente Giannicola Di Carluccio, comandante della Stazione dei carabinieri di Cuorgnè, affiancato dal maresciallo Coppola e dal carabiniere Ceravolo.
Come sottolinea Cortese nel suo racconto, l’incontro ha scelto un taglio concreto e partecipato, lasciando spazio alle domande del pubblico e agli episodi vissuti direttamente dai presenti. Uno dei messaggi centrali è stato chiaro: il 112 può essere chiamato anche quando qualcosa semplicemente non convince, senza aspettare che il raggiro sia già stato consumato.
I militari hanno passato in rassegna le truffe più diffuse: dallo specchietto rotto alle false telefonate di medici, infermieri o carabinieri, fino ai messaggi con link sospetti, alle vendite porta a porta e alle frodi sentimentali nate sui social. Il meccanismo, in molti casi, è lo stesso: creare paura e fretta, impedendo alla vittima di riflettere e verificare.
Particolarmente significativa la testimonianza di una partecipante, che ha raccontato di essere stata indotta a firmare un documento apparentemente innocuo, scoprendo poi di aver sottoscritto un acquisto da migliaia di euro. Da qui un altro messaggio forte: chi viene truffato non deve vergognarsi, perché i raggiri fanno leva proprio sulla fiducia, sulla solitudine e sui momenti di fragilità.
Nel resoconto dell’ex sindaco di Favria resta soprattutto una conclusione: la prevenzione passa dall’informazione. Fermarsi, non avere fretta, chiedere consiglio e chiamare il 112 quando nasce un dubbio possono diventare le difese più efficaci.
Per Cortese, l’incontro dell’Unitre ha dimostrato anche il valore di una comunità capace di fare rete: conoscere i meccanismi delle truffe significa diventare più difficili da ingannare e proteggere meglio soprattutto le persone più vulnerabili.