
Cuorgnè, riapre l’ufficio postale tra servizi rinnovati e fine delle polemiche: arrivano anche i servizi Inps
La riapertura era attesa da settimane. Non soltanto per il ritorno alla piena operatività di un servizio essenziale, ma anche perché la temporanea chiusura dell’ufficio postale di via Asilo a Cuorgnè aveva acceso discussioni, proteste e malumori tra cittadini e utenti. Da martedì 26 maggio, però, le porte della sede tornano ad aprirsi, segnando la conclusione dei lavori di ristrutturazione e l’ingresso nel progetto “Polis” di Poste Italiane.
L’ufficio di via Asilo 2 si presenta oggi completamente rinnovato. Gli interventi hanno riguardato il restyling degli ambienti, l’installazione di nuovi arredi, sistemi di illuminazione a basso consumo energetico, percorsi dedicati agli ipovedenti e uno sportello ribassato progettato per facilitare l’accesso ai servizi anche alle persone con difficoltà motorie.
Un intervento che punta a trasformare l’ufficio postale in un presidio sempre più moderno e multifunzionale. Ma il ritorno all’attività assume un significato che va oltre il semplice completamento di un cantiere.
Nelle settimane di chiusura, infatti, molti cittadini erano stati costretti a rivolgersi agli uffici dei comuni vicini, con inevitabili disagi soprattutto per pensionati, anziani e persone meno autonome negli spostamenti. Una situazione che aveva riacceso il dibattito sul ruolo dei servizi di prossimità e sulla loro importanza nei territori.
Con il progetto Polis, l’ufficio postale di Cuorgnè amplia inoltre la propria offerta: oltre ai tradizionali servizi postali saranno disponibili certificati anagrafici e diversi servizi INPS, tra cui il rilascio del cedolino pensione, della Certificazione Unica e del modello Obis M. In futuro dovrebbe inoltre essere attivata anche la possibilità di richiedere o rinnovare il passaporto direttamente allo sportello, grazie alla convenzione tra Poste Italiane, Ministero dell’Interno e Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Da Poste Italiane sottolineano come il progetto rappresenti una scelta che valorizza la presenza capillare nei territori. Una posizione che, a Cuorgnè, arriva dopo settimane di confronto e critiche e che riporta al centro una questione destinata a restare attuale: il peso reale che servizi pubblici e presidi locali continuano ad avere nella vita quotidiana delle comunità.
La riapertura chiude dunque la fase dei disagi. Ma il dibattito sul valore dei servizi di prossimità resta più aperto che mai.