
Cuorgnè, il bene confiscato alla mafia di via Salgari sarà intitolato a Renata Fonte: «Un simbolo di legalità e impegno civile»
Si chiamerà Casa Fonte il bene confiscato alla criminalità organizzata situato in via Salgari a Cuorgnè. La decisione è arrivata al termine del concorso promosso dalla Città di Cuorgnè e dall’Associazione Mastropietro & C. Aps con l’obiettivo di individuare una figura simbolica alla quale dedicare l’immobile, trasformandolo in uno spazio aperto e restituito alla collettività.
Il bando, rivolto a studenti e cittadini, sia in forma individuale sia collettiva, si è concluso lo scorso 10 maggio. Il suo principale intento era quello di sensibilizzare la comunità sui temi della legalità e della memoria delle vittime innocenti delle mafie, restituendo al territorio un bene sottratto alla criminalità.
La commissione incaricata della valutazione si è riunita il 3 giugno scorso presso il municipio di Cuorgnè. Ne facevano parte il sindaco Giovanna Cresto, l’assessore alle Politiche sociali Elisa Troglia, Andrea Contratto in rappresentanza dell’Associazione Mastropietro, Filippo Alossa del presidio di Libera «Luigi Ioculano», con funzione di verbalizzatrice affidata a Giulia Toffanin, referente provinciale di Libera Piemonte.
Al termine dell’esame delle proposte pervenute, la commissione ha decretato all’unanimità vincitrice quella dedicata a Renata Fonte, amministratrice pubblica pugliese assassinata dalla criminalità organizzata nel 1984 per il suo impegno civile e politico a tutela del territorio e della comunità.
La scelta è stata motivata dalla completezza della documentazione presentata, dall’originalità e dall’appropriatezza della proposta, ma soprattutto dal valore simbolico rappresentato dalla figura di Renata Fonte. Un elemento ritenuto decisivo è stato proprio il suo ruolo istituzionale al momento dell’omicidio, in evidente contrapposizione con quello di Giuseppe Iaria, proprietario della villa confiscata, condannato per associazione per delinquere di stampo mafioso e, negli anni Ottanta, assessore del Comune di Cuorgnè.
La proposta vincitrice è stata presentata da un gruppo di studenti della classe 3ª A dell’Istituto Comprensivo «25 Aprile-Faccio», indirizzo Turismo.
L’immobile di via Salgari porterà dunque il nome di Casa Fonte, diventando un luogo simbolo di memoria, impegno e contrasto alle mafie.
Particolarmente significativa la reazione di Viviana Fonte, figlia di Renata, che, informata dell’iniziativa, ha espresso entusiasmo e profonda riconoscenza, annunciando la propria disponibilità a partecipare alla cerimonia ufficiale. Un elemento che conferisce ulteriore valore all’iniziativa è il fatto che quello di Cuorgnè sarà il primo bene confiscato in Italia a essere intitolato alla memoria di Renata Fonte.
L’inaugurazione e l’intitolazione ufficiale di Casa Fonte sono previste per il prossimo autunno. Alla cerimonia prenderanno parte le scuole, la cittadinanza, le istituzioni, Viviana Fonte e don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione Libera.
Un appuntamento che vuole trasformare un luogo sottratto alla criminalità in un presidio di memoria e partecipazione civile, nel segno di chi ha sacrificato la propria vita per difendere la legalità e il bene comune.