
Chivasso, sciopero al Carrefour di via Gerbido: «Con 30 gradi dentro al supermercato non si può lavorare»
Mattinata di protesta ieri. mercoledì 17 giugno, al Carrefour di via Gerbido 15 a Chivasso, dove i dipendenti hanno incrociato le braccia per denunciare condizioni ambientali giudicate ormai insostenibili. Al centro della mobilitazione, promossa da UilTuCS e Fisascat Cisl, ci sono le elevate temperature registrate all’interno del punto vendita, che nelle ultime settimane avrebbero raggiunto punte comprese tra i 28 e i 30 gradi.
La protesta ha fatto registrare un’adesione totale da parte dei lavoratori, con reparti praticamente svuotati e attività rallentata. Una situazione che, secondo le organizzazioni sindacali, non rappresenterebbe un’emergenza improvvisa, ma una problematica che si ripresenta puntualmente ogni estate e che da anni attende una soluzione definitiva.
«Lavorare con 30 gradi è insostenibile per il personale, per i clienti e per le merci», ha spiegato il rappresentante sindacale Danilo Pugliese. A peggiorare ulteriormente le condizioni sarebbero le ampie vetrate presenti nella zona delle casse, esposte per molte ore all’irraggiamento solare e in grado di accentuare il disagio.
Nel mirino dei sindacati ci sono soprattutto gli impianti di climatizzazione, da tempo malfunzionanti. Secondo UilTuCS e Fisascat Cisl, le segnalazioni effettuate negli anni passati non avrebbero portato agli interventi necessari e l’azienda avrebbe avuto a disposizione tutto il periodo invernale per programmare le manutenzioni e prevenire il ripetersi del problema.
La mobilitazione ha comunque avuto un effetto immediato: l’azienda ha infatti disposto l’invio dei tecnici per verificare e ripristinare gli impianti. Un intervento che, tuttavia, non ha placato il malcontento dei lavoratori, convinti che si sarebbe dovuto agire con largo anticipo.
La situazione coinvolge anche la clientela, composta in larga parte da persone anziane. In un supermercato frequentato quotidianamente da numerosi over 70, un microclima non adeguato può infatti trasformarsi in un potenziale problema per la salute pubblica.
La protesta arriva inoltre in un momento delicato per il punto vendita, interessato dal passaggio da Carrefour a GS del gruppo Mastrolia. Nei mesi scorsi si era parlato di rilancio e nuovi investimenti, ma per le organizzazioni sindacali non può esserci una vera ripartenza senza garantire condizioni di lavoro adeguate e ambienti confortevoli per dipendenti e clienti.
La vertenza resta quindi aperta, mentre i lavoratori chiedono che agli interventi urgenti facciano seguito soluzioni strutturali in grado di evitare che, con l’arrivo dell’estate, l’emergenza caldo torni puntualmente a ripresentarsi.