
Caso Roggero, il deputato canavesano Giglio Vigna scrive a Mattarella: «Valuti la grazia per il gioielliere»
L’onorevole canavesano Alessandro Giglio Vigna chiede al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di valutare la concessione della grazia per Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato per aver ucciso due rapinatori dopo l’assalto subito nel suo negozio il 28 aprile 2021. La richiesta è contenuta in una lettera aperta indirizzata al Capo dello Stato, nella quale il parlamentare della Lega invita a considerare non solo gli aspetti giuridici della vicenda, ma anche quelli umani e psicologici.
Secondo Giglio Vigna, la grazia rappresenta uno strumento previsto dall’ordinamento proprio per affrontare situazioni eccezionali. «La legge ha pronunciato il suo verdetto – scrive il deputato – ma la grazia esiste perché la giustizia non può essere soltanto l’applicazione fredda e automatica delle norme. Esiste per guardare all’uomo oltre il fascicolo processuale».
Nella lettera, il parlamentare ricorda come Roggero fosse già stato vittima di diverse rapine e aggressioni nel corso degli anni, sostenendo che il trauma accumulato avrebbe avuto un peso determinante nella reazione all’ultima violenta rapina. «Mario Roggero non è un criminale – afferma Giglio Vigna – ma un lavoratore, un commerciante, una persona perbene che per anni ha vissuto sulla propria pelle il peso della criminalità».
Il deputato sottolinea inoltre che, durante l’assalto del 2021, il gioielliere, la moglie e la figlia si trovarono sotto la minaccia di rapinatori armati di pistola e coltello. Una situazione che, secondo Giglio Vigna, avrebbe provocato uno stato di forte sconvolgimento emotivo e psicologico che merita di essere preso in considerazione anche dopo la conclusione del procedimento giudiziario.
Nell’appello rivolto al Presidente della Repubblica, il parlamentare richiama anche alcuni precedenti provvedimenti di clemenza concessi dallo Stato, sostenendo che l’istituto della grazia dovrebbe essere valutato anche per Roggero, «un uomo che non ha scelto la violenza come stile di vita ma che è rimasto travolto da una situazione estrema».
Giglio Vigna richiama infine l’attenzione sulle conseguenze economiche che il gioielliere potrebbe ancora affrontare, ricordando che, oltre alla condanna penale, rischia ulteriori azioni risarcitorie che potrebbero compromettere il patrimonio costruito in una vita di lavoro.
«Per queste ragioni – conclude il deputato – chiedo al Presidente della Repubblica di valutare la concessione della grazia a Mario Roggero. Sarebbe un gesto di equilibrio istituzionale e di umanità, capace di distinguere tra chi vive di criminalità e chi, in circostanze eccezionali e drammatiche, è rimasto travolto da una tragedia umana».
L’iniziativa del parlamentare riporta al centro del dibattito il caso giudiziario del gioielliere di Grinzane Cavour, che negli ultimi anni ha suscitato un ampio confronto nell’opinione pubblica sul tema della legittima difesa, della tutela delle vittime di rapina e del ruolo dell’istituto della grazia previsto dall’ordinamento italiano.