
Canavese in lutto per la scomparsa di Pier Giorgio Pellegrini, imprenditore e fondatore della Valvital di Agliè
Con la Valvital aveva costruito un’impresa e una parte importante della storia industriale di Agliè, senza mai perdere il contatto quotidiano con il lavoro e i dipendenti. Pier Giorgio Pellegrini, fondatore dell’azienda insieme al padre Gino nel 1971, è morto venerdì 30 ottobre a 83 anni. Anche dopo il pensionamento continuava a frequentare lo stabilimento, finché la salute glielo aveva consentito, restando un riferimento per i figli Paolo e Irene nelle decisioni più importanti.
La vocazione imprenditoriale aveva radici familiari. Il padre, il cavalier Gino Pellegrini, aveva fondato con altri soci la Sima di Busano. Con la nascita della Valvital prese avvio un percorso che, dalle lavorazioni meccaniche allo stampaggio a caldo, avrebbe portato l’azienda a crescere attraverso investimenti tecnologici e aperture ai mercati esteri.
L’innovazione era una convinzione profonda. Paolo ricorda l’acquisto di un macchinario particolarmente costoso, che aveva suscitato qualche timore nei figli ma che il padre considerava fondamentale. Dopo quell’investimento sembrò concedersi maggiore serenità, senza però allontanarsi dall’impresa alla quale aveva dedicato la vita.
Determinato, rigoroso, talvolta brontolone, Pellegrini era un padre esigente e poco incline a mostrare i sentimenti, ma profondamente legato alla famiglia. Per Paolo, passare davanti al suo ufficio significa ancora ritrovarne la presenza. Dietro le macchine e i risultati vedeva soprattutto le persone. Rispettava i dipendenti, consapevole che senza il loro contributo nessuna impresa potesse reggersi. Quel buongiorno rivolto ogni mattina entrando in azienda rimane uno dei gesti che ne raccontano il carattere.
«Mi colpirono fin da subito la sua straordinaria dedizione al lavoro e l’amore per la propria azienda», ricorda il sindaco di Agliè Marco Succio, che lo aveva conosciuto nel 2009, da assessore. Il rapporto con il paese andava oltre lo stabilimento, attraverso il sostegno alle iniziative locali e la partecipazione a Calici.
Il sindaco di Favria Vittorio Bellone ne sottolinea il contributo alla crescita economica e occupazionale: «Favria perde un suo concittadino, il territorio un imprenditore che ha contribuito a scrivere una pagina importante della sua storia».
Ai figli resta l’insegnamento della tenacia, insieme alla consapevolezza dei sacrifici compiuti da due generazioni. Paolo ha dedicato un pensiero anche all’affetto del padre per i nipoti Pietro e Giada: «Anche se non lo ha mai dato troppo a vedere li amava immensamente».
I funerali sono stati celebrati questa mattina, lunedì 2 novembre alle 11, nella chiesa parrocchiale di Favria.