
Addio al comandante Alfa, uno degli storici fondatori del Gis dei Carabinieri: aveva 75 anni
È morto all’età di 75 anni il comandante Alfa, figura simbolo dell’Arma dei Carabinieri e tra i fondatori del Gruppo di Intervento Speciale (Gis), il reparto d’élite dell’Arma. Originario di Castelvetrano, il luogotenente, la cui identità è sempre rimasta riservata per ragioni di sicurezza, era considerato il carabiniere più decorato d’Italia.
A dare la notizia della scomparsa è stato il suo profilo ufficiale su Instagram. «Con immenso dolore comunichiamo la scomparsa del comandante Alfa. Ci lascia un uomo speciale, che ha saputo donare affetto, valori e ricordi che resteranno per sempre nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e non solo», si legge nel messaggio pubblicato sui social.
Nel corso della sua lunga carriera il comandante Alfa ha preso parte ad alcune delle operazioni più delicate nella storia recente dell’Arma. Il 29 dicembre 1980, con il neonato Gis, partecipò all’intervento per sedare la rivolta nel carcere di Trani, una delle prime missioni del reparto speciale.
Successivamente fu protagonista di numerose operazioni ad alto rischio sia in Italia sia all’estero. Tra le più note figurano la cattura dei sequestratori di Cesare Casella, la liberazione di Patrizia Tacchella e il servizio di protezione del magistrato antimafia Nino Di Matteo, svolto a Palermo.
Negli ultimi anni della sua carriera ha ricoperto il ruolo di istruttore del Gis e successivamente dell’Ucis, l’Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale. Congedatosi dall’Arma nel febbraio 2016, ha proseguito la propria attività come istruttore, divulgatore e scrittore, raccontando la propria esperienza professionale e i valori del servizio attraverso libri e incontri pubblici.
Con la scomparsa del comandante Alfa se ne va uno dei protagonisti più autorevoli della storia dei reparti speciali italiani, una figura che ha contribuito alla nascita e alla crescita del Gis e che ha dedicato la propria vita al servizio dello Stato.