
Chivasso, un anno senza l’ex sindaco Livio Riva Cambrino: il figlio Marco accusa il Comune di averlo ignorato
«È trascorso un anno. Un anno nel fragoroso silenzio di quelle istituzioni che hai servito con disciplina, lealtà, fedeltà e onore». Con queste parole Marco Riva Cambrino ricorda il padre Livio, sindaco di Chivasso dal 1977 al 1984, nel primo anniversario della scomparsa. Nella lettera, aperta con «Caro papà», il ricordo del padre e del nonno si intreccia con l’amarezza per il mancato omaggio del Consiglio comunale.
Marco richiama la seduta del 19 dicembre 2023, quando, ricorda, l’assemblea osservò un minuto di silenzio per il padre dell’attuale sindaco, che non aveva mai fatto parte del Consiglio. A quel gesto contrappone l’assenza di un ricordo per chi aveva guidato Chivasso per sette anni. «Non è una dimenticanza. È una scelta», scrive. È il passaggio in cui la lettera assume il tono più duro, fino ad accusare chi oggi amministra la città di aver «smarrito il senso delle istituzioni, del limite, del decoro e della vergogna».
Livio Riva Cambrino guidò Chivasso negli anni degli scioperi alla Lancia e della violenza politica. Il figlio ne ricorda l’impegno come sindacalista nello stabilimento, «accanto a chi aveva meno», e indica tra i risultati del mandato l’arrivo delle scuole superiori in città, «perché studiare non fosse un privilegio». Sono scelte nelle quali Marco riconosce gli stessi valori che il padre gli aveva trasmesso in famiglia. «Quei valori e quegli insegnamenti li mettiamo in pratica ancora oggi, nel lavoro, nella vita privata e in quella pubblica».
«Quel ricordo te lo dedichiamo noi», scrive Marco, ripensando al padre e al nonno. Nelle ultime righe, il legame con Chivasso passa attraverso il ricordo di un saluto per strada. «Ma ciò che conta di più è altro: i chivassesi non ti hanno dimenticato. Ricordi quando uscivi ancora di casa e chi ti incontrava per strada ti salutava ancora come “signor sindaco”?».