
CHIVASSO – Il Festival “Arterie 2026” verso il gran finale: Odin Teatret, Eugenio Barba e il senso del teatro
Un pomeriggio tra spettacolo e riflessione sul ruolo del teatro contemporaneo chiuderà Arterie 2026, il festival di teatro diffuso che durante l’anno ha portato nella città esperienze artistiche internazionali e realtà culturali del territorio. L’appuntamento conclusivo è in programma domenica 25 ottobre al Teatrino Civico.
Il programma prenderà il via alle 17 con “I Violinisti Stregoni”, spettacolo dell’Odin Teatret diretto da Bustric. Una proposta pensata per pubblici di età diverse, nella quale teatro, musica e immaginazione si intrecciano in una narrazione costruita attorno alla forza evocativa della scena.
Alle 18.30 il festival lascerà spazio al confronto con il convegno “Perché fare teatro oggi?”, che vedrà tra i protagonisti Eugenio Barba, una delle figure di riferimento del teatro contemporaneo internazionale, e Julia Varley, attrice legata al Nordisk Teaterlaboratorium. Entrambi sono cittadini onorari di Chivasso.
Il dibattito allargherà lo sguardo alle esperienze che nel corso del Novecento hanno intrecciato ricerca teatrale e vita sociale, dal Living Theater al Teatr Laboratorium di Grotowski, da La Candelaria fino al Teatro Karakumi.
Accanto a Barba e Varley interverranno i direttori artistici di Arterie Chiara Crupi e Luca Vonella, il regista Gabriele Vacis, rappresentanti del Teatro Tascabile di Bergamo, Giordano Amato, fondatore e artistic mentor de Il Mutamento, e Paolo Ascagni, presidente della UILT, Unione Italiana Libero Teatro. Al confronto parteciperà anche l’assessore alla Cultura della Città di Chivasso Gianluca Vitale.
«La conclusione del Festival Arterie rappresenta un momento di grande valore culturale per la nostra città – sottolinea il sindaco Claudio Castello –. Avere a Chivasso personalità come Eugenio Barba e Julia Varley, insieme a realtà artistiche che hanno segnato la storia del teatro contemporaneo, significa offrire alla comunità un’occasione preziosa di crescita, confronto e partecipazione».
Vitale pone invece l’accento sul rapporto tra teatro e comunità: «Il teatro continua a essere uno strumento fondamentale per leggere il presente, costruire relazioni e rafforzare il senso di appartenenza a una comunità. Per questo abbiamo scelto di sostenere un festival capace di portare l’arte negli spazi della città e di creare connessioni tra esperienze internazionali e talenti del territorio».
La giornata del 25 ottobre chiuderà così un’edizione costruita sull’idea di teatro diffuso, non confinato esclusivamente al palcoscenico ma chiamato a dialogare con luoghi, persone e associazioni. Un ultimo appuntamento che, attraverso la presenza dell’Odin Teatret e il confronto tra artisti e operatori, proverà soprattutto a rispondere alla domanda scelta come titolo del convegno: perché fare teatro oggi?