
CHIVASSO – Festival Concorso Nazionale di Teatro “Città di Chivasso”, dieci anni sul palco: sei spettacoli per l’edizione 2026
Sessantadue compagnie iscritte, 71 opere sottoposte alla selezione e sei spettacoli in cartellone. Sono i numeri di un successo che, a dieci anni dalla prima edizione, ha trasformato il Festival-Concorso Teatrale Internazionale “Città di Chivasso” in una manifestazione capace di richiamare l’attenzione del panorama teatrale italiano e straniero. Un traguardo significativo per un’iniziativa che, nel 2017, aveva mosso i primi passi con 29 compagnie partecipanti e che oggi si presenta all’appuntamento con il decennale forte di una crescita costante, tanto nei numeri quanto nella qualità delle proposte artistiche.
A introdurre la presentazione della decima edizione, avvenuta nel tardo pomeriggio di venerdì 9 ottobre nella Sala Studi della biblioteca MoviMente di Chivasso, è stata Maria Paola Cena, presidente dell’associazione L’Officina Culturale APS, realtà che organizza la manifestazione in coprogettazione con la Città di Chivasso, nell’ambito della stagione artistica “Teatro&Musica”. Un appuntamento che rappresenta il risultato di dieci anni di impegno organizzativo, ricerca artistica e valorizzazione di un linguaggio culturale capace di attraversare generazioni, territori e confini nazionali.
Nato inizialmente come concorso nazionale, il Festival ha assunto già dalla seconda edizione una dimensione internazionale, accogliendo nel corso degli anni compagnie provenienti da Polonia, Francia, Inghilterra, Croazia, Portogallo, Spagna, Georgia e Brasile. Un’apertura che, secondo gli organizzatori, ha consentito alla manifestazione chivassese di affermarsi come uno dei soli tre concorsi teatrali internazionali di questa tipologia presenti in Italia.
Il programma 2026 propone quattro spettacoli in concorso, selezionati tra le numerose candidature giunte da tutta Italia, e due rappresentazioni fuori gara. Le compagnie finaliste arrivano da Sicilia, Lombardia, Toscana e Puglia, portando sul palcoscenico linguaggi differenti e opere che affrontano temi di particolare attualità, dalla memoria storica ai conflitti generazionali, dall’identità individuale alla violenza legata all’utilizzo delle tecnologie digitali.
Il sipario si alzerà sabato 17 ottobre, alle 21, con il Nuovo Piccolo Teatro di Agrigento, che presenterà Uno strappo nel cielo di carta, scritto e diretto da Salvatore Nocera Bracco. Un lavoro che affonda le radici nell’universo di Luigi Pirandello, interrogandosi sul rapporto tra realtà e rappresentazione, tra vita vissuta e finzione scenica. Lo spettacolo restituisce centralità a personaggi abitualmente relegati ai margini della narrazione, costruendo una riflessione sul significato dell’identità e sulle contraddizioni dell’esistenza umana.
Tra gli appuntamenti di maggiore richiamo figura quello di domenica 25 ottobre, alle 17, quando Chivasso ospiterà, fuori concorso, l’Odin Teatret di Holstebro, in Danimarca, una delle esperienze più autorevoli e longeve del teatro contemporaneo internazionale. La compagnia, fondata nel 1964 da Eugenio Barba, cittadino onorario di Chivasso, presenterà I violinisti stregoni, spettacolo destinato alle famiglie, con creazione e regia di Sergio Bini, conosciuto artisticamente come Bustric. Sul palcoscenico si esibiranno Antonia-Cezara Cioaza e Jakob Fjelstrup Nielsen. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con Teatro a Canone APS e Il Mutamento ETS.
La presenza dell’Odin Teatret conferisce particolare prestigio al decennale. Nel corso di oltre sessant’anni di attività, la compagnia danese ha infatti contribuito a rinnovare profondamente il linguaggio scenico, diventando un riferimento per generazioni di attori, registi e studiosi. Il suo arrivo a Chivasso rappresenta dunque un momento di particolare rilevanza artistica e culturale.
Il concorso riprenderà sabato 14 novembre con la Filodrammatica Orenese di Vimercate, in Lombardia, che porterà in scena Farà giorno, opera di Rosa Menduni e Roberto De Giorgi, diretta da Mattia Nodari. Al centro della vicenda l’incontro tra Renato, un anziano partigiano, e Manuel, un giovane cresciuto tra rabbia, insofferenza e slogan dell’estrema destra. Due mondi apparentemente inconciliabili che finiscono per confrontarsi sul terreno della memoria, dei valori democratici e delle responsabilità individuali. Una storia che affronta il rapporto tra generazioni diverse, ponendo interrogativi sulla trasmissione della memoria storica e sul significato della libertà.
Sabato 21 novembre sarà la volta della compagnia Teatro Res 9 di Viareggio, che proporrà Cyrano de Bergerac. Nella bolla di un nome, adattamento e regia di Luca Orlandi. Il celebre personaggio della letteratura teatrale torna così protagonista di una rilettura contemporanea, offrendo una nuova prospettiva su un’opera che continua ad affascinare il pubblico per la forza dei suoi sentimenti e per il conflitto tra apparenza e autenticità.
Di particolare impatto sociale si annuncia lo spettacolo previsto per venerdì 4 dicembre, quando SenzaConfine APS di Fasano, in Puglia, presenterà EX-POSE-ME, scritto e diretto da David Marzi. Il lavoro prende spunto dalla vicenda reale di una ragazza che, a soli quindici anni, si è ritrovata vittima della diffusione non consensuale di materiale intimo. Un’esperienza drammatica dalla quale nasce una riflessione sulla violenza digitale, sulla violazione della dignità personale e sulle conseguenze che l’esposizione incontrollata attraverso la rete può provocare, soprattutto tra gli adolescenti.
Proprio per la rilevanza educativa dell’argomento, gli organizzatori hanno previsto anche una rappresentazione mattutina riservata alle scuole. Una scelta che conferma l’intenzione di utilizzare il teatro non soltanto come forma di intrattenimento, ma anche come strumento di sensibilizzazione e confronto su problematiche che coinvolgono direttamente le nuove generazioni.
La serata conclusiva è in programma sabato 12 dicembre, con Unnötig, spettacolo fuori concorso della compagnia QU.EM quintelemento APS di Cremona. Il lavoro prende le mosse dalla memoria della Shoah per sviluppare una riflessione sulla persistenza del razzismo, dell’intolleranza e della violenza nella società contemporanea. Un tema che restituisce al teatro la sua funzione civile, richiamando il pubblico alla necessità di non considerare la memoria storica come un semplice esercizio commemorativo.
Al termine della rappresentazione si svolgerà la cerimonia conclusiva, con la consegna del premio “NocciolArt”, la proclamazione dei vincitori e l’assegnazione dei riconoscimenti previsti dal regolamento. La giuria tecnica attribuirà i premi per il Miglior Spettacolo e la Miglior Regia, ai quali si aggiungeranno il Riconoscimento del Pubblico e il premio della UILT Piemonte destinato alla compagnia ritenuta maggiormente meritevole.
A evidenziare il significato culturale raggiunto dalla manifestazione è il sindaco Claudio Castello, che considera il decennale un risultato importante per l’intera comunità cittadina.
«La decima edizione del Concorso Teatrale Internazionale “Città di Chivasso” segna un traguardo importante per la nostra comunità. In questi anni il festival ha saputo crescere, consolidarsi e diventare un punto di riferimento culturale capace di unire tradizioni, identità e linguaggi provenienti da tutta Italia e da diversi Paesi del mondo».
Il primo cittadino ha sottolineato sottolinea inoltre il valore del teatro come luogo di partecipazione, confronto e crescita collettiva, esprimendo riconoscenza agli organizzatori e alle compagnie coinvolte. «Chivasso si conferma così parte attiva di un circuito culturale che guarda oltre i confini, accogliendo storie e sensibilità diverse. A tutte le compagnie rivolgo un caloroso benvenuto: il nostro pubblico è pronto ad applaudire la vostra arte».
Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura Gianluca Vitale, che colloca il Festival nel più ampio percorso di valorizzazione delle attività artistiche cittadine, sviluppato anche attraverso il progetto TCC – Teatro Cinema Chivasso.
«Dieci edizioni rappresentano un traguardo importante e raccontano la crescita di un progetto che, anno dopo anno, ha consolidato la propria identità e la propria vocazione, sia nazionale che internazionale».
Vitale ha richiamato l’attenzione del folto pubblico presente, in particolare sul dialogo costruito nel tempo tra le compagnie italiane e quelle straniere, soffermandosi sul significato della partecipazione dell’Odin Teatret e sull’importanza di coinvolgere attivamente le scuole. Gli studenti saranno infatti chiamati non soltanto ad assistere alle rappresentazioni teatrali, ma anche a partecipare come giurati dei cortometraggi nell’ambito delle iniziative culturali cittadine.
«L’obiettivo è celebrare il cammino compiuto e, nello stesso tempo, guardare al futuro, rafforzando il legame tra la città e le arti e confermando Chivasso come luogo di incontro, dialogo e cultura».
Per assistere agli spettacoli è consigliata la prenotazione tramite WhatsApp o SMS al numero 333 4249498. Il costo dei biglietti è fissato a 12 euro per l’ingresso intero e 10 euro per quello ridotto. Per l’appuntamento del 25 ottobre con l’Odin Teatret sono invece previste tariffe rispettivamente di 8 e 5 euro.
Il decennale rappresenta così molto più di una ricorrenza celebrativa. Dai 29 gruppi partecipanti del 2017 alle 62 compagnie iscritte nel 2026, il Festival ha progressivamente ampliato la propria capacità di attrazione, costruendo un’identità riconoscibile e rafforzando il legame tra il territorio e il mondo dello spettacolo dal vivo. Un percorso nel quale L’Officina Culturale, guidata da Maria Paola Cena, ha svolto un ruolo centrale, contribuendo a fare di Chivasso un punto d’incontro tra esperienze artistiche, sensibilità e tradizioni differenti.
E mentre si avvicina l’apertura della decima edizione, il dato più significativo non è rappresentato soltanto dall’aumento delle compagnie candidate, ma dalla capacità della manifestazione di rinnovarsi senza perdere la propria vocazione originaria: offrire al teatro uno spazio di espressione, confronto e libertà. Una sfida culturale che, dopo dieci edizioni, continua a trovare a Chivasso un palcoscenico e un pubblico.