
Strambino, Olivier Latry di Notre-Dame di Parigi in un imperdibile concerto sullo storico organo Serassi
Sarà un incontro senza precedenti tra uno dei più autorevoli organisti contemporanei e un capolavoro dell’arte organaria italiana. Domenica 6 settembre, alle 16, la chiesa parrocchiale dei Santi Michele e Solutore di Strambino ospiterà il concerto del maestro Olivier Latry, titolare del grande organo della Cattedrale di Notre-Dame di Parigi e protagonista delle più prestigiose stagioni musicali internazionali. La data canavesana è confermata anche nel calendario ufficiale dell’artista.
Al centro dell’appuntamento ci sarà il maestoso organo Serassi, costruito tra il 1810 e il 1812 e restaurato negli ultimi anni. Un autentico gioiello artistico, musicale e architettonico, custodito nella parrocchiale strambinese e caratterizzato da sonorità uniche.
Per Latry, organista titolare a Notre-Dame dal 1988, sarà la prima esperienza su uno strumento storico italiano dell’Ottocento come il Serassi di Strambino: un banco di prova particolarmente affascinante anche per le profonde differenze che distinguono la tradizione organaria italiana da quella francese.
«Da Parigi a Strambino: una sfida che sembrava quasi impossibile, ma nella quale l’Associazione Organistica del Canavese ha creduto fortemente sin dall’inizio», spiega il presidente dell’Aodc, Silvio Rossini. Un risultato raggiunto dopo un anno di preparativi e di lavoro organizzativo.
«Strambino offrirà un evento culturale eccezionale – sottolinea la sindaca e consigliera della Città metropolitana di Torino delegata al Turismo, Sonia Cambursano – grazie a un progetto al quale hanno collaborato attivamente il parroco e i volontari dell’Associazione Salvaguardia Chiese Strambino».
Il programma attraverserà la tradizione organistica francese, dalle composizioni settecentesche alle pagine di César Franck, Louis Vierne e Jean Langlais, per concludersi con un’improvvisazione dello stesso Latry. Un’occasione rara per ascoltare un interprete di fama mondiale alle prese con uno degli strumenti storici più preziosi del Canavese.
L’ingresso sarà libero fino all’esaurimento dei posti disponibili.