
IVREA – Aggressione nel reparto di Psichiatria, infermiere ferito: il NurSind chiede un presidio fisso di sicurezza
Un infermiere ferito con una prognosi di 16 giorni, nuovi episodi di violenza nella mattinata successiva e un clima che il NurSind definisce ormai insostenibile. È quanto denuncia il sindacato in seguito all’ennesima aggressione avvenuta all’interno del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’ospedale di Ivrea.
Secondo la ricostruzione fornita dal NurSind, durante la notte un paziente con problematiche complesse avrebbe manifestato una forte aggressività. Nel tentativo di proteggere la dottoressa presente in reparto, un infermiere è intervenuto ed è stato colpito con un pugno. Nella caduta ha battuto violentemente la schiena, riportando lesioni giudicate guaribili in 16 giorni e rendendo necessario l’accesso al DEA.
La situazione, riferisce ancora il sindacato, non si sarebbe esaurita con l’episodio notturno. Anche nella mattinata successiva si sarebbero infatti verificati nuovi momenti di violenza, riaccendendo il tema della sicurezza per medici, infermieri e operatori socio-sanitari.
Il NurSind punta l’attenzione in particolare sulla gestione dei pazienti con problematiche giudiziarie o sociali complesse, sostenendo che l’inserimento nei reparti dovrebbe essere accompagnato da una più adeguata pianificazione del rischio.
A Ivrea, secondo il sindacato, le difficoltà sarebbero aggravate anche dalle condizioni strutturali e organizzative del reparto, con spazi ritenuti vecchi e non adeguati e con una pressione ulteriore determinata dai trasferimenti provenienti da Chivasso, dove il reparto risulta ancora chiuso per lavori.
Nel mirino del NurSind c’è anche quella che viene definita una condizione di «solitudine operativa» del personale. Il sindacato chiede chiarezza sull’esistenza e sull’effettiva applicazione dei protocolli tra azienda sanitaria e forze dell’ordine per la gestione delle situazioni ad alta criticità.
La richiesta alla Direzione dell’Asl To4 è quella di intervenire con misure immediate, investimenti strutturali e organizzativi e con l’istituzione di un presidio fisso di sicurezza a tutela del personale e dei pazienti. Per il NurSind, le segnalazioni già presentate non possono più essere ignorate e occorre intervenire prima che si verifichino episodi ancora più gravi.