
FAVRIA – Truffa dello specchietto, segnalate due auto sospette: l’allarme del sindaco Bellone
Due automobili, una bianca e una scura, sono state segnalate nelle ultime ore a Favria per alcuni sospetti tentativi della cosiddetta “truffa dello specchietto”. A mettere in guardia gli automobilisti è il sindaco Vittorio Bellone, che invita i cittadini a prestare particolare attenzione e a contattare immediatamente le forze dell’ordine in presenza di situazioni sospette.
«Desidero informarvi e raccomandarvi la massima attenzione: ci sono state segnalate almeno due automobili, una bianca e una scura, che si aggirano nel nostro territorio mettendo in atto la cosiddetta truffa dello specchietto», spiega il primo cittadino.
Il sistema utilizzato è quello ormai noto. I malintenzionati simulano un piccolo incidente, spesso provocando un forte rumore sulla carrozzeria dell’auto presa di mira, per poi convincere il conducente di aver danneggiato il loro specchietto retrovisore. A quel punto chiedono di risolvere la questione senza coinvolgere assicurazioni o forze dell’ordine, pretendendo un pagamento immediato in contanti.
Dal Comune arriva quindi la raccomandazione di non consegnare denaro e di evitare di fermarsi in luoghi isolati quando si viene invitati ad accostare dopo aver avvertito un rumore sospetto. Meglio proseguire fino a raggiungere una zona frequentata e, in caso di dubbi, chiamare il 112 o la Polizia Locale.
Può inoltre risultare utile, quando possibile e senza esporsi a rischi, annotare il numero di targa, il modello dell’auto o altri particolari utili all’identificazione dei sospetti.
«Se vedete veicoli sospetti che corrispondono a queste descrizioni, annotate se possibile il numero di targa e segnalatelo tempestivamente alle forze dell’ordine – aggiunge Bellone –. La collaborazione di tutti è fondamentale per la sicurezza della nostra comunità».
L’allerta lanciata da Favria riporta così l’attenzione su un raggiro già segnalato in diverse occasioni sul territorio canavesano e che punta soprattutto sulla rapidità e sulla pressione esercitata sulla vittima per ottenere denaro prima che possa rendersi conto dell’inganno.