
RSA in Piemonte, AVS Chivasso attacca la Regione: «Oltre 11.600 anziani in lista d’attesa, le famiglie sono allo stremo»
La riduzione delle liste d’attesa nelle RSA piemontesi continua ad alimentare il confronto politico. Dopo l’annuncio della Regione Piemonte sull’incremento del finanziamento giornaliero per i posti letto convenzionati, Alleanza Verdi Sinistra Chivasso denuncia una situazione che definisce sempre più critica per migliaia di anziani non autosufficienti e per le loro famiglie.
Secondo Frediano Dutto, segretario del circolo di Sinistra Italiana/AVS “Pinuccia Bagnaschi”, i problemi strutturali del sistema restano irrisolti. «Sono ben 11.600 gli anziani in lista d’attesa per un posto convenzionato. Migliaia di famiglie continuano a sostenere rette insostenibili, spesso superiori ai 2.500-3.000 euro al mese, fino a consumare i risparmi di una vita o, nei casi più difficili, a dover vendere la casa o ricorrere all’indebitamento».
Per AVS, l’aumento del contributo regionale non affronta il nodo centrale della questione. «La Regione Piemonte continua ad alimentare il sistema senza intervenire sulla drammatica insufficienza dei posti convenzionati e delle risorse destinate alla quota sanitaria, costringendo migliaia di persone a pagare rette private sempre più elevate. Nel frattempo i gestori annunciano ricorsi, proteste e possibili aumenti. A pagare il prezzo, come sempre, sono gli anziani non autosufficienti e le loro famiglie».
Il movimento conclude con una critica all’azione della Giunta regionale: «Una società si giudica da come tratta le persone più fragili. Oggi il Piemonte, su questo, sta fallendo». Alleanza Verdi Sinistra Chivasso chiede quindi un intervento urgente della Regione, indicando quattro priorità: l’aumento dei posti convenzionati, maggiori risorse strutturali per la quota sanitaria, tempi certi per l’accesso alle RSA e un piano regionale che metta al centro il diritto alla cura, indipendentemente dalle condizioni economiche delle famiglie.
Per AVS, infatti, l’assistenza agli anziani non autosufficienti deve rimanere un diritto garantito e non trasformarsi in un servizio accessibile soltanto a chi può permettersene i costi.