
Ivrea, l’allarme dal carcere: «Agenti allo stremo tra caldo e sovraffollamento». L’Osapp chiede misure urgenti
Le carceri del Piemonte tornano al centro dell’attenzione per le difficili condizioni in cui sono costretti a operare agenti di Polizia penitenziaria e personale degli istituti. A lanciare l’allarme è l’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria), che denuncia una situazione ormai «al limite della tenuta operativa» negli istituti del distretto Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, tra cui anche quello di Ivrea.
Secondo il sindacato, la carenza di organico, il sovraffollamento delle strutture e le elevate temperature stanno aggravando una situazione già critica. «Le carceri del distretto sono ormai allo sbando. A fronte di una situazione che peggiora di giorno in giorno, il silenzio del Capo del Dap, del Vice Capo e del Provveditore regionale è semplicemente assordante», afferma il segretario generale Leo Beneduci. «Le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria sono stati lasciati completamente soli. Mentre negli uffici si lavora con l’aria condizionata, il personale continua a garantire il servizio in reparti che, con il caldo di questi giorni, sono diventati vere e proprie fornaci».
L’Osapp ricorda inoltre di aver già interessato lo Spresal per le condizioni ambientali in cui operano gli agenti, chiedendo un intervento urgente del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e del Ministero della Giustizia per ripristinare condizioni di sicurezza e dignità negli istituti.
Sulla vicenda intervengono anche le consigliere regionali di Alleanza Verdi Sinistra, Giulia Marro e Alice Ravinale, che hanno presentato un’interrogazione chiedendo al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, di dichiarare lo stato di emergenza regionale per l’ondata di calore nelle carceri piemontesi.
«Nelle tredici carceri del Piemonte sono detenute circa 4.500 persone a fronte di una capienza regolamentare di 3.900 posti – sottolineano le due consigliere –. Il caldo colpisce strutture sovraffollate, spesso prive di un adeguato isolamento termico, con celle senza docce, ventilazione insufficiente e cortili scarsamente ombreggiati. Nelle stesse condizioni lavorano ogni giorno agenti di Polizia penitenziaria, operatori sanitari, educatori e personale amministrativo».
Per Marro e Ravinale la Regione, competente in materia di tutela sanitaria delle persone detenute, deve attivare un piano straordinario di interventi. «Le celle sovraffollate stanno diventando forni e i reparti penitenziari luoghi di lavoro insalubri. Ogni giorno di inerzia espone detenuti e lavoratori a rischi sanitari e di sicurezza», concludono.