
Asl T04, il Nursind denuncia: «Licenziati circa 20 precari». Scoppia la polemica con la Regione sulle assunzioni
Nuove tensioni sul fronte della sanità piemontese. Il Nursind Torino accusa la Direzione generale dell’Asl T04 di aver avviato la cessazione dei contratti di circa 20 lavoratori precari, tra operatori socio-sanitari, infermieri, ostetriche e personale amministrativo, nonostante abbiano maturato i requisiti previsti dalla legge per la stabilizzazione. Una decisione che il sindacato definisce «vergognosa» e che apre un nuovo fronte di polemica con la Regione Piemonte dopo le recenti dichiarazioni dell’assessore alla Sanità Federico Riboldi, secondo cui la direttiva regionale sul contenimento della spesa «non prevede alcun blocco delle assunzioni».
Secondo il Nursind, la situazione più urgente riguarda 8-10 lavoratori che, entro mercoledì 15 luglio, rischiano di perdere il posto di lavoro. Tutti avrebbero maturato i 18 mesi di servizio richiesti dalla normativa per accedere alla stabilizzazione e partecipato regolarmente al relativo bando. Nelle scorse ore, però, avrebbero ricevuto la comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro.
«Lasciare a casa chi garantisce ogni giorno l’assistenza ai cittadini è un danno incalcolabile per l’utenza e per i servizi, oltre che per i lavoratori stessi», dichiarano Giuseppe Summa, segretario territoriale del Nursind Torino, e Antonio De Feo, dirigente sindacale dell’Asl T04, annunciando che il sindacato tutelerà i lavoratori «in tutte le sedi opportune».
Al centro della contestazione vi è quella che il sindacato definisce una contraddizione tra le indicazioni regionali e la loro applicazione da parte dell’azienda sanitaria. Secondo il Nursind, l’Asl T04 giustificherebbe lo stop alle stabilizzazioni richiamando la nota regionale che invita a sospendere temporaneamente i nuovi reclutamenti. Una lettura che il sindacato contesta, ricordando come l’assessore Riboldi abbia pubblicamente precisato che la direttiva non è finalizzata a bloccare le assunzioni.
«Se le parole dell’assessore corrispondono alla realtà dei fatti – sostengono Summa e De Feo – non esiste alcun motivo perché questi lavoratori debbano restare a casa. Chiediamo un intervento immediato della Regione per chiarire se l’operato dell’ASL TO4 sia realmente coerente con gli indirizzi regionali oppure rappresenti un’interpretazione autonoma che rischia di compromettere la continuità assistenziale».
Il Nursind sottolinea inoltre che non si tratterebbe di nuove assunzioni, bensì della stabilizzazione di personale già in servizio, formato e impiegato quotidianamente nei reparti. Per il sindacato, la perdita di queste professionalità avrebbe ripercussioni dirette sull’organizzazione dei servizi sanitari.
A rafforzare le critiche è anche la denuncia di un presunto utilizzo di «due pesi e due misure». «Pur non avendo nulla contro il personale medico – evidenzia il Nursind – registriamo che, mentre vengono bloccate le stabilizzazioni del personale del comparto, l’Azienda continua ad approvare delibere per l’assunzione di personale medico».
Il sindacato ha già inviato una richiesta formale al direttore generale dell’ASL TO4, Luigi Vercellino, sollecitando un riscontro urgente e la prosecuzione delle procedure di stabilizzazione già avviate. La vicenda si inserisce nel più ampio confronto apertosi nelle ultime settimane sulla gestione della spesa sanitaria regionale e sulle ricadute delle misure di contenimento del personale, tema che continua ad alimentare il dibattito tra organizzazioni sindacali, aziende sanitarie e Regione Piemonte.