Emergenza caldo nelle strutture Asl To4: il Nursind denuncia temperature oltre i 35 gradi e chiede interventi urgenti

24/06/2026

Con l’arrivo della prima intensa ondata di calore dell’estate, tornano le criticità legate alla climatizzazione nelle strutture dell’Asl To4. A lanciare l’allarme è il sindacato Nursind, che parla di una situazione ormai non più sostenibile per lavoratori e utenti, denunciando temperature elevate in numerosi servizi sanitari e amministrativi del territorio.

Secondo Giuseppe Summa e Antonio De Feo, dirigenti sindacali del Nursind, l’Azienda sanitaria si troverebbe ancora una volta ad affrontare il problema in una logica emergenziale, senza aver adottato negli anni soluzioni strutturali adeguate.

«Nonostante le temperature estive siano un fenomeno prevedibile e ricorrente, l’Asl To4 continua a rincorrere l’emergenza lasciando professionisti e cittadini in condizioni ambientali inaccettabili», spiegano i rappresentanti sindacali.

La situazione più critica viene segnalata al Centro di Salute Mentale di Rivarolo Canavese, dove, secondo il sindacato, le temperature interne avrebbero superato i 35 gradi. Le segnalazioni, tuttavia, riguarderebbero anche altre strutture del territorio, tra cui diversi Csm, Serd, servizi ospedalieri, uffici amministrativi e Case di Comunità.

Nursind evidenzia come negli ospedali la situazione sia disomogenea, con alcuni reparti dotati di impianti di climatizzazione efficienti grazie a precedenti interventi e altri che continuano invece a registrare problemi, in particolare nelle sedi di Lanzo, Cuorgnè e in alcuni servizi dell’ospedale di Ciriè.

Particolarmente critico, secondo il sindacato, il quadro nelle strutture territoriali. «Nonostante gli interventi realizzati attraverso i fondi del Pnrr, i miglioramenti sul fronte del comfort climatico risultano limitati o addirittura assenti. Anche dagli uffici amministrativi arrivano segnalazioni di lavoratori costretti a operare in ambienti non adeguati», sottolineano Summa e De Feo.

Nel mirino finisce anche il ricorso ai condizionatori portatili. Per Nursind si tratta di una soluzione temporanea che non affronta il problema alla radice. «L’utilizzo dei cosiddetti “pinguini” rappresenta una risposta costosa e priva di una reale prospettiva. Se l’Azienda non può intervenire sulle temperature esterne, ha però il dovere di garantire ambienti di lavoro e di cura salubri e sicuri».

Il sindacato ricorda inoltre che il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha già segnalato più volte la situazione e non esclude il coinvolgimento degli organi competenti affinché vengano effettuate verifiche sul rispetto degli standard minimi di microclima e sulla tutela della salute di operatori e cittadini.

Per Nursind il problema non può più essere affrontato esclusivamente durante i mesi più caldi. «Il personale sanitario è già sottoposto a carichi di lavoro importanti e non può operare in condizioni ambientali così difficili. Allo stesso modo, i cittadini che accedono ai servizi meritano strutture adeguate e sicure», evidenziano i rappresentanti sindacali.

Il sindacato chiede quindi alla Direzione dell’Asl To4 di avviare fin da subito una programmazione degli interventi necessari, evitando che l’emergenza venga nuovamente accantonata con l’arrivo dell’autunno. L’obiettivo è arrivare alla prossima stagione estiva con strutture finalmente adeguate ad affrontare le ondate di calore, senza dover ricorrere ancora una volta a soluzioni tampone.

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