
Blocco assunzioni all’Asl T04, il NurSind lancia l’allarme: «Il personale non può pagare il risanamento dei conti»
Preoccupazione per il blocco temporaneo delle assunzioni e per gli effetti che il piano di contenimento della spesa della Regione Piemonte potrebbe avere sull’ASL TO4. A lanciare l’allarme è il NurSind ASL TO4, che, in linea con le sigle sindacali firmatarie del contratto a livello regionale, chiede un confronto immediato e mette in guardia dal rischio che il riequilibrio dei conti ricada ancora una volta sul personale sanitario.
Nel mirino del sindacato c’è la richiesta rivolta dalla Regione all’ASL TO4 di recuperare 69 milioni di euro, il valore più elevato tra tutte le aziende sanitarie piemontesi.
«Una sproporzione che, ad oggi, non trova alcuna motivazione tecnica condivisa – affermano i rappresentanti sindacali Giuseppe Summa e Antonio De Feo – e che solleva seri dubbi sui criteri adottati per la ripartizione degli obiettivi, risultando inoltre in evidente contraddizione con il potenziamento della sanità territoriale».
Il NurSind ricorda come negli ultimi mesi l’azienda sanitaria abbia investito nell’attivazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità, strutture che richiedono personale dedicato e risorse adeguate.
«Condividiamo la necessità di una riorganizzazione e di un utilizzo appropriato delle risorse, ma non possiamo accettare che la quadratura del bilancio regionale venga perseguita a scapito dei professionisti sanitari. Il ricorso massiccio allo straordinario, che già oggi sostiene il sistema ospedaliero, non può diventare la risposta ordinaria alle carenze di organico».
Il sindacato chiede inoltre che il tavolo di confronto regionale già sollecitato dalle organizzazioni sindacali coinvolga pienamente anche l’ASL TO4, con un’analisi approfondita del piano organizzativo e del reale fabbisogno di personale, in particolare per le figure professionali più carenti.
«La sostenibilità economica è un obiettivo doveroso – concludono Summa e De Feo – ma non può essere raggiunta sulle spalle dei lavoratori della sanità. Servono trasparenza, programmazione e scelte che garantiscano contemporaneamente l’equilibrio dei conti e la qualità dell’assistenza ai cittadini».