
Chivasso, uomo ferito e giornalista aggredito: ferma condanna dell’assessore Vitale e della Consulta della Legalità
Le istituzioni cittadine fanno quadrato dopo la sparatoria avvenuta nella mattinata di oggi, martedì 30 giugno, in via Paleologi, dove un uomo di 48 anni è stato ferito alle gambe da colpi d’arma da fuoco davanti al circolo Paolo Otelli, e dopo la violenta aggressione subita da un giornalista mentre documentava quanto accaduto. Due episodi che hanno scosso profondamente la città e che hanno provocato l’immediata presa di posizione dell’assessore alla Legalità del Comune di Chivasso, Gianluca Vitale, e del presidente della locale Consulta della Legalità, Vincenzo Ferrantello.
«Apprendo con grande preoccupazione e fermezza quanto accaduto questa mattina in via Paleologi, dove un cittadino chivassese è stato ferito alle gambe da colpi di pistola davanti al circolo Paolo Otelli. Ringrazio i Carabinieri e il personale sanitario intervenuti tempestivamente sul posto. – dichiara l’assessore alla Legalità del Comune di Chivasso Gianluca Vitale -. Con altrettanta fermezza condanno l’aggressione subita da un giornalista presente sul luogo per documentare i fatti. È stato colpito con calci e pugni da una persona che voleva impedirgli di svolgere il proprio lavoro di cronista. Attacchi alla libertà di stampa sono inaccettabili e vanno denunciati con la massima decisione.
Quello che è successo ci interroga tutti: via Paleologi è una strada centrale, frequentata, a pochi metri da scuole, asilo e attività commerciali dove in questi giorni si stanno svolgendo anche le prove di maturità. Episodi come questo vanno condannati fermamente in tutte le sedi e a tutti i livelli. Come Amministrazione, insieme alle Forze dell’Ordine, manterremo il massimo impegno per fare chiarezza sulla dinamica e sul movente, per rafforzare la sicurezza e restituire serenità a residenti, commercianti, studenti e famiglie. Chivasso saprà reagire come sempre ha fatto e non permetterà alla criminalità e alla violenza di prendere il sopravvento sulla legalità, che è un valore fondamentale da preservare per la nostra comunità. Continueremo a lavorare ogni giorno per la legalità, alzeremo la guardia ai massimi livelli per garantire la tutela di chi vive e lavora nella nostra città.»
Alla condanna dell’Amministrazione comunale si unisce quella della Consulta della Legalità. Il presidente Vincenzo Ferrantello richiama l’attenzione sulla gravità dei fatti e sulla necessità di una risposta compatta da parte delle istituzioni e della comunità. «Esprimo, a nome di tutta la Consulta della Legalità di Chivasso, la più profonda inquietudine e l’assoluta, ferma condanna per la spaventosa spirale di violenza che ha colpito la nostra città nella giornata di oggi.
L’esplosione di colpi d’arma da fuoco in pieno giorno in via Paleologi, a pochi passi da scuole e asili, rappresenta un atto di ferocia criminale inaccettabile che ferisce la nostra comunità nel profondo. A questo già gravissimo episodio si è aggiunta, poche ore dopo, la violenta aggressione fisica ai danni di un giornalista, colpevole unicamente di svolgere il proprio lavoro di cronista per documentare i fatti.
Come Consulta della Legalità consideriamo l’attacco agli operatori dell’informazione un fatto deplorevole e di inaudita gravità. Colpire un giornalista non è solo un atto di vile violenza personale, ma costituisce un tentativo di imporre l’omertà e un attentato diretto al diritto dei cittadini a essere informati e alla libertà di stampa, pilastro della nostra democrazia. Sosteniamo con forza la pronta reazione dell’Amministrazione comunale e dell’Assessorato competente, che si sono immediatamente attivati per investire della questione gli organi di pubblica sicurezza.
Nel ribadire la nostra totale fiducia nelle Forze dell’Ordine e nella Magistratura per fare immediata luce su entrambi gli episodi, ci uniamo alle istituzioni locali e rivolgiamo un appello accorato a tutte le forze politiche e alla società civile di Chivasso: è il momento di fare un fronte comune, corale e senza tentennamenti, contro ogni forma di sopraffazione e criminalità.»