
Rivarolo Canavese, finti carabinieri convocano i cittadini in caserma per svaligiare le case: truffa sventata
Una telefonata apparentemente innocua, una richiesta credibile e il rischio concreto di ritrovarsi la casa svaligiata. È il nuovo stratagemma escogitato dai truffatori che nei giorni scorsi hanno preso di mira alcuni residenti di Rivarolo Canavese, spacciandosi per carabinieri e invitando le potenziali vittime a presentarsi in caserma con il pretesto di ritirare documenti o chiarire alcune pratiche.
Il piano era studiato nei dettagli. I malviventi contattavano telefonicamente i cittadini qualificandosi come militari dell’Arma e chiedendo loro di raggiungere la caserma di via Piave. L’obiettivo, secondo quanto emerso, era quello di allontanare temporaneamente i proprietari dalle abitazioni, lasciando campo libero ad eventuali complici pronti a entrare in azione per compiere furti negli appartamenti rimasti incustoditi.
La truffa ha rischiato di andare a segno. Almeno una mezza dozzina di persone, convinte della genuinità della chiamata ricevuta, si sono infatti presentate davanti alla vera caserma dei carabinieri per chiedere spiegazioni.
Proprio questo insolito via vai ha permesso ai militari di comprendere rapidamente quanto stava accadendo. Accertato che nessuna convocazione era stata disposta, i carabinieri hanno immediatamente fatto scattare le contromisure, inviando pattuglie nelle zone interessate per monitorare le abitazioni dei cittadini coinvolti e prevenire eventuali intrusioni. Un intervento tempestivo che avrebbe consentito di sventare sul nascere il piano dei malintenzionati.
Determinante si è rivelata anche la collaborazione dei cittadini. Nel giro di pochi minuti la notizia si è diffusa sui social network e attraverso il passaparola, permettendo a molte persone di riconoscere il tentativo di raggiro e di evitare di cadere nella trappola.
Sulla vicenda è intervenuta anche l’assessore Alessia Cuffia, che ha invitato la popolazione alla massima prudenza, ricordando come i carabinieri non stessero effettuando alcuna chiamata di quel genere e sottolineando l’importanza di contattare il 112 in caso di dubbi o situazioni sospette.
L’episodio conferma l’evoluzione delle tecniche utilizzate dai truffatori, sempre più sofisticate e studiate per sfruttare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Dopo i falsi tecnici, gli sms ingannevoli e le richieste di denaro via WhatsApp, ora i malviventi tentano di utilizzare direttamente il nome delle forze dell’ordine per raggiungere i propri obiettivi.
Le autorità raccomandano di non fornire mai dati personali al telefono, di verificare sempre l’identità degli interlocutori e di contattare immediatamente il 112 in presenza di richieste sospette. Una semplice telefonata può infatti fare la differenza tra una truffa riuscita e un colpo mandato a vuoto.