
Violenta aggressione nel carcere di Ivrea: quattro agenti della Polizia Penitenziaria feriti da un detenuto
Ancora violenza all’interno del carcere di Ivrea, dove nel primo pomeriggio di oggi, venerdì 15 maggio 2026, quattro appartenenti alla Polizia Penitenziaria sono rimasti feriti durante un’aggressione avvenuta all’interno dell’istituto. L’episodio si è verificato intorno alle 13.20 e ha richiesto l’intervento del personale in servizio per riportare la situazione sotto controllo.
Secondo una prima ricostruzione, protagonista dell’accaduto sarebbe un detenuto marocchino di 45 anni, ristretto in regime di ordine e sicurezza. L’uomo avrebbe inizialmente aggredito l’ispettore di servizio; successivamente, all’arrivo degli agenti intervenuti dopo l’attivazione dell’allarme, la situazione sarebbe ulteriormente degenerata. Un sovrintendente sarebbe stato colpito con un violento pugno al volto, riportando la frattura del setto nasale e una forte perdita di sangue. Complessivamente nell’aggressione sono rimasti coinvolti tre sottufficiali e un assistente capo della Polizia Penitenziaria, poi trasportati in ambulanza all’ospedale di Ivrea per accertamenti e cure.
Le ragioni all’origine dell’episodio non sono ancora state chiarite. Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, il detenuto avrebbe mostrato inizialmente un atteggiamento tranquillo e collaborativo, chiedendo di essere accompagnato in infermeria per alcune medicazioni successive a un intervento odontoiatrico. Una richiesta che, secondo la ricostruzione fornita dal sindacato, si sarebbe trasformata in una violenta aggressione ai danni del personale presente.
A denunciare l’accaduto sono stati Donato Capece, segretario generale del SAPPE, e Vicente Santilli. I rappresentanti sindacali parlano di un episodio particolarmente grave, sottolineando come il detenuto fosse già noto all’amministrazione penitenziaria per precedenti episodi di aggressione, danneggiamenti e violazioni delle regole interne. Sempre secondo il SAPPE, l’uomo sarebbe stato inoltre in attesa di ricovero per osservazione psichiatrica.
La situazione avrebbe rischiato di assumere contorni ancora più critici quando, dopo l’arrivo dei rinforzi, il detenuto avrebbe continuato a manifestare un forte stato di agitazione, colpendo un altro agente e barricandosi successivamente nella propria cella, dove avrebbe anche incitato altri detenuti alla rivolta.
Sulla vicenda è intervenuto anche Leo Beneduci, alla guida dell’OSAPP, che ha rilanciato l’allarme sulle condizioni operative negli istituti penitenziari italiani, denunciando carenze di organico e strumenti insufficienti per garantire la sicurezza del personale.
Il SAPPE ha espresso piena solidarietà agli agenti coinvolti e ha ringraziato il personale intervenuto per avere evitato conseguenze ancora più gravi. Resta però alta la preoccupazione per una situazione che i sindacati definiscono sempre più difficile e che riporta al centro il tema della sicurezza nelle carceri italiane.
Come previsto dalla normativa vigente, eventuali responsabilità saranno accertate nelle sedi competenti.