
Maxi sequestro di prodotti falsi della Juventus: imprenditrice del Canavese a processo a Ivrea
Oltre 650 mila articoli contraffatti sequestrati tra maglie, gadget, orologi, sciarpe e accessori con marchi riconducibili alla Juventus. A dieci anni di distanza dal maxi blitz della Guardia di Finanza, una imprenditrice originaria del Canavese è comparsa davanti al tribunale di Ivrea nell’ambito del procedimento penale legato a un vasto traffico di prodotti falsificati.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il presunto sistema illecito avrebbe sfruttato il forte entusiasmo legato allo scudetto conquistato dalla Juventus nel 2015, alimentando un mercato parallelo di merchandising non ufficiale distribuito in diverse province italiane.
L’inchiesta, avviata dalla Guardia di Finanza, aveva portato al sequestro di una quantità imponente di materiale recante loghi e simboli del club bianconero riprodotti illegalmente. Nel corso delle indagini sarebbero emersi anche laboratori abusivi destinati alla produzione della merce e una rete organizzata di distribuzione sul territorio nazionale.
Nel procedimento giudiziario si è costituita parte civile anche la Juventus Football Club, che chiede il riconoscimento dei danni legati alla commercializzazione dei prodotti contraffatti.
Durante l’udienza celebrata davanti al tribunale eporediese sono stati ricostruiti i principali passaggi dell’indagine, concentrandosi sui sequestri effettuati dagli investigatori e sui canali utilizzati per la diffusione degli articoli falsi. Il procedimento proseguirà con la prossima udienza fissata per il 23 giugno.