
Konecta, Natale di protesta: lavoratori in piazza contro il trasferimento
Non c’è serenità per gli oltre 1.100 dipendenti di Konecta delle sedi di Ivrea, Asti e Torino. Le assemblee sindacali di giovedì 18 dicembre hanno confermato un clima di estrema tensione a seguito dell’annuncio aziendale di voler accorpare le sedi di Ivrea e Asti in un unico polo torinese entro giugno 2026. Una decisione che i sindacati rigettano con forza, definendola un vero e proprio “licenziamento mascherato”.
La mobilitazione entrerà nel vivo già nei prossimi giorni: domenica 21 dicembre è previsto un primo momento di volantinaggio ai mercatini di Natale di Asti, seguito lunedì 22 da un presidio davanti alla sede di Confindustria a Ivrea, tra le 11:00 e le 14:00, in concomitanza con il primo incontro ufficiale tra le parti.
Le sigle sindacali chiedono che l’azienda desista dal piano di accorpamento, pronti a proclamare lo sciopero qualora i prossimi incontri di “raffreddamento” dovessero fallire. La preoccupazione maggiore riguarda la perdita dei diritti acquisiti dai lavoratori piemontesi, temendo che la nuova sede si ispiri al modello del polo di Lecce, caratterizzato da contratti più flessibili e minori tutele.
«Come sindacati siamo assolutamente contrari al trasferimento, e faremo tutto ciò che è in nostro potere per fermarla. Sarà importante dare massima visibilità alla questione», ha dichiarato Federica Balestri della Uilcom.
La politica locale si sta muovendo per sostenere la causa dei lavoratori. Il sindaco di Ivrea, Matteo Chiantore, ha convocato per martedì 23 dicembre un’assemblea dei sindaci del Canavese per discutere collegialmente la questione. All’incontro parteciperanno anche i lavoratori Konecta, al termine del quale verrà fatto un punto pubblico sulla situazione.
L’obiettivo è portare la discussione in Regione Piemonte per fermare un’operazione che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, non deriva da una mancanza di volumi di lavoro, ma dalla volontà aziendale di far ricadere i costi delle perdite avute in altri territori sulle sedi piemontesi.