Valle Orco, a scuola si impara il francoprovenzale: a Ronco e Ceresole la lingua delle Alpi torna a vivere tra i bambini

27/03/2026

In due piccoli paesi della Valle Orco, la lingua storica delle comunità alpine continua a vivere tra i banchi di scuola. A Ronco Canavese e Ceresole Reale i bambini imparano infatti il francoprovenzale, la parlata tradizionale che per secoli ha accompagnato la vita quotidiana di queste vallate e che oggi rischia di sopravvivere solo nella memoria degli anziani.

Qui, invece, quella lingua antica torna a essere voce del presente. Tra le case in pietra e i sentieri di alta montagna, gli scolari scoprono parole, suoni e racconti che appartengono alla storia della loro comunità. Un percorso che non è soltanto linguistico, ma anche culturale e identitario, perché permette ai più giovani di riconoscersi come parte di una tradizione unica nel panorama delle Alpi.

A Ceresole Reale gli alunni coinvolti sono due. A guidarli è Marco, artista poliedrico nato e cresciuto in paese e profondo conoscitore della cultura alpina francoprovenzale. La sua figura riunisce diverse anime della valle: scultore legato al legno e al territorio, maestro di sci e autore di romanzi ambientati tra queste montagne. Attraverso le parole e le storie della lingua locale riesce a trasmettere ai più piccoli il valore emotivo e culturale di un patrimonio che rischierebbe altrimenti di andare perduto.

A Ronco Canavese la classe è più numerosa e conta quattordici alunni. Qui il percorso di alfabetizzazione al francoprovenzale affonda le radici negli anni Ottanta, quando la maestra Gabriella Stefano intuì l’importanza di preservare la lingua madre dei bambini di montagna. Da allora la tradizione è proseguita grazie all’impegno delle insegnanti Marilena, Maura e Margherita, che utilizzano giochi, canti, filastrocche, recite e interviste in lingua ai personaggi della valle per avvicinare i piccoli alla parlata locale.

Il progetto è sostenuto dall’associazione Chambra d’Oc, impegnata da anni nella tutela delle minoranze linguistiche con il coordinamento della Città metropolitana di Torino, nell’ambito delle iniziative previste dalla legge 482 del 1998.

Secondo i promotori dell’iniziativa, insegnare il francoprovenzale ai bambini non significa soltanto trasmettere un vocabolario, ma offrire loro le chiavi per comprendere le proprie radici e il rapporto profondo con il territorio. Un modo per far sì che le sonorità antiche di questa lingua continuino a risuonare tra le montagne della valle anche nelle generazioni future.

fr.se.

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