Troppi episodi di violenza nel carcere di Ivrea. La polizia penitenziaria scende in sciopero

Ivrea

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04/06/2017

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Il segretario regionale Amerigo Barassi evidenzia l'assoluta "immobilità dell'amministrazione penitenziaria che non interviene per arginare il dilagare degli episodi di violenza all'interno del penitenziario"

Il carcere di Ivrea è poco sicuro per gli agenti penitenziari in servizio: ad evidenziare il problema è l’Osapp, il sindacato autonomo del Corpo ha proclamato lo stato di agitazione dopo gli ultimi episodi di violenza attuati dai detenuti ai danni degli uomini della sorveglianza. Il segretario regionale dell’Osapp Amerigo Barassi, scrive in un comunicato che “preso atto dell’assoluto immobilismo dell’amministrazione penitenziaria – scrive il segretario regionale Amerigo Barassi – rispetto al continuo dilagare di episodi di violenza perpetrati dalla popolazione detenuta all’interno dell’istituto, nonché la continua e ormai cronica carenza di personale nel ruolo ispettori-sovrintendenti e agenti-assistenti, la gravissima situazione che coinvolge il personale in merito alla programmazione dei servizi ed alla copertura dei relativi posti di servizio, le pessime condizioni alloggiative della caserma”.

I dirigenti sindacali non hanno dubbi: il disinteresse da parte della dirigenza del penitenziario è sempre più evidente e sempre più grave poiché, stando a quanto afferma Amerigo Barassi, è attenta esclusivamente ai bisogni dell’utenza detenuta. Nella nota si legge: “Scarsa e inadeguata è l’attenzione nei confronti dei lavoratori e della loro sicurezza, evidenziati e confermati dai recenti gravi episodi che hanno coinvolto tutti gli operatori del settore. Difficile comprendere i motivi per il quale l’amministrazione riesce a prendere con immediatezza qualsiasi provvedimento di natura disciplinare nei confronti del personale, mentre non riesce a dare risposte concrete a tutela dei lavoratori nonostante le recenti e ripetute violenze poste in essere da alcuni reclusi che, trasferiti da un piano all’altro, continuano imperterriti ad assumere un atteggiamento non consono alle norme dell’ordinamento penitenziario”.

E non è tutto: nella lettera nella quale si rendono note le motivazioni che hanno convinto il sindacato autonomo a proclamare lo stato di agitazione si fa cenno anche alle recenti assegnazioni in ambito regionale “di detenuti sottoposti a grande sorveglianza, psichiatrici e tendenzialmente violenti ed aggressivi, per motivi di ordine e sicurezza-opportunità”, che “sono divenute ormai troppe e insostenibili mentre le difficoltà operative sono evidenti e si moltiplicano nel momento in cui non vi sono figure di comando che possano essere in grado di affrontare tali avversità”.

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