03/08/2016

Cronaca

Traversella: donna colpita da ischemia rischia la vita perchè la burocrazia blocca l’ambulanza

Traversella

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Ha rischiato la vita perchè l’ambulanza fornita da un’associazione lombarda che gestisce il punto di rimo soccorso fortemente voluto dall’amministrazione comunale, non è autorizzata a l trasporto dei pazienti sul territorio piemontese. E’ accaduto l’altra mattina a Traversella, uno dei comuni della Valchiusella più lontani dalla pianura. La donna, alla quale era stata diagnosticata una sospetta ischemia, ha dovuto attendere l’arrivo di un’altra autolettiga partita dall’ospedale di Ivrea. Una vicenda surreale che, per una questione meramente burocratica, ha rischiato di perdere la vita. Il posto di primo soccorso, istituito di recente per fronteggiare eventuali emergenze in un periodo di grande affluenza turistica, funziona. Ma l’ambulanza, però, è inutilizzabile.

A gestire il servizio, fino a metà di agosto, è l’associazione lombarda “P.as.mil”. Eppure la richiesta di autorizzazione era stata inoltrata per tempo, ma a oggi la Regione Piemonte non ha ancora rilasciato il nulla-osta. Adesso il sindaco di Traversella segnalerà per iscritto l’episodio all’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta affinchè l’impasse burocratico sia superato il più celermente possibile. Per sua fortuna, la donna, che era stata colpita da una leggera ischemia, non avrebbe riportato danni permanenti ed è tuttora ricoverata in ospedale a Ivrea. Un dato di fatto è acclarato: a volte, in casi gravi, una manciata di minuti segna il fragile confine tra la vita e la morte. E se fosse accaduto l’irreparabile, chi se ne sarebbe assunta la responsabilità?

Il sindaco Renza Colombatto sottolinea che l’associazione che gestisce il servizio medico ambulatoriale si è dimostrata all’altezza della situazione, gestendo l’emergenza in modo professionale e rapido, sia nei confronti della pziente che in quelli dei parenti. L’amministratrice non ha dubbi; la presenza dei giovani volontari, la cui professionalità e buona volontà sono fuori dubbio, ma il supporto psicologico offerto con professionalità, buonsenso e semplicità si è rivelato determinante in questo particolare contesto.

E’ indubbio che la presenza di un’ambunza in loco, garantirebbe un trasporto il più celere possibile. Comune e associazione hanno dovuto lottare a lungo per ottenere l’idoneità del mezzo a disposizione del servizio ambulatoriale ma, evidentemente, in Regione qualcuno ha pensato diversamente. In sostanza, se l’autolettiga fosse partita da Traversella sarebbe giunta in ospedale a Ivrea in poco più di mezzora, ma dovendo attendere l’ambulanza del 118 la donna ha dovuto attendere più di un’ora prima di giungere in pronto soccorso.

Storie di ordinaria burocrazia che posso costare vite umane. Il che non è poco.

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