24/08/2016

Cronaca

Terremoto: da Torino e Settimo sono partite le colonne umanitarie con uomini e mezzi

Settimo Torinese

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Sono bastati dieci secondi. Dieci secondi terribili, infernali, durante i quali tutto è crollato: case, chiese, monumenti. Alle 3,365 di questa notte, un devastante terremoto di magnitudo 6 ha pesantemente colpito l’Alto Lazio, le Marche, l’Umbria e l’Abruzzo. Da ore si scava tra le macerie con ogni mezzo possibile, anche a mani nude per cercare di estrarre dai cumuli di detriti alti anche alcuni metri, i corpi dei dispersi, dei morti, dei feriti e dei sopravvissuti. L’epicentro della prima scossa, quella più terrificante è stata individuata dai sismologi nei pressi di Amatriciana, in provincia di Rieti, a soli quattro chilometri di profondità. Il centro storico di Amatriciana praticamente non esiste più. Il bilancio, del tutto provvisorio registra 73 vittime, decine di feriti e altrettanti dispersi. Ma si tratta di un bilancio in continuo aggiornamento. Notevoli danni anche a Rieti, ad Ascoli Piceno e in decine di piccoli comuni abbarbicati sull’Appennino. Dalla prima scossa, quella più intensa si è finora susseguito un sciame di 150 scosse di intensità minore, ma gli esperti non escludono che possa verificarsi un altro violento terremoto perché la dorsale appenninica è una zona a forte rischio sismico.

In tutta Italia la macchina della solidarietà e dei soccorsi si è messa in moto fin dalle prime dell’alba. Uomini e mezzi della Protezione Civile e tanti, tantissimi volontari, hanno raggiunto le zone maggiormente colpite o sono in viaggio. Il Piemonte, Torino e il Canavese sono impegnate nell’organizzare spedizioni di soccorso con l’invio di esperti, generi di prima necessità e di strumentazione adeguata per individuare i sopravvissuti sotto le macerie. I sismologi hanno paragonato il terremoto che ha scosso l’intero centro Italia è paragonabile per intensità a quello dell’Aquila. Già nella mattinata di mercoledì 24 agosto, alle prime luci dell’alba, dal comando provinciale di corso Regina Margherita a Torino sono partite le prime squadre dei vigili del fuoco: in  tutto diciotto persone, alcune delle quali appartenenti alla squadra Uman Search Rescue e il Gruppo Operativo di Soccorso che dispone di unità cinofile addestrate alla ricerca di persone e di mezzi di movimento terra. Molti componenti di questo primo nucleo di soccorritori erano già intervenuti in occasione del terremoto che devastò, nel 2009, l’Aquila e l’Abruzzo.

Dal Centro Emergenze della Croce Rossa “Teobaldo Fenoglio” di Settimo Torinese, invece, alle 13,30 di mercoledì 24 agosto sono partiti tre mezzi che trasportano due cucine di campo per gli sfollati in grado di servire duemila pasti all’ora, tre tensostrutture, otto tende pneumatiche, materiale elettrico, gruppi elettrogeni, moduli per servizi igienici, quanto occorre per allestire una sala operativa e arredi vari. Sono anche partite alcune ambulanze, medici e infermieri e trenta carabinieri. In Canavese le associazioni di volontariato si stanno attrezzando per eventuali richieste di intervento e sono in costante collegamento con i sindaci del maggiori centri urbani mentre l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta ha precisato che la macchina operativa regionale è pronta ad intervenire e che, nonostante Avis e Fidas abbiano dichiarato la loro disponibilità a inviare plasma ed emoderivati, al momento dalla provincia di Rieti non sono giunte richieste in questo senso. Anche il grande popolo del web si è mobilitato in tutto il Canavese e si sta cercando di coordinare la disponibilità ad inviare nelle zone maggiormente colpite dal terremoto generi di conforto.

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