05/08/2017

Cronaca

E’ stata tenuta prigioniera in un casolare di Lemie la modella inglese rapita e messa all’asta sul web

Lemie

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Era tenuta prigioniera da oltre due settimane in una villetta a Lemie nella Valli di Lanzo, la fotomodella inglese rapita a Milano da un  uomo di nazionalità anglo-sassone, di trent’anni che aveva intenzione di metterla all’asta sul deep web come oggetto sessuale. Un uomo che la procura ha definito pericoloso per le modalità con la quale ha agito. Il rapimento ha avuto luogo nella settimana tra l’11 e il 17 luglio scorsi.

Dopo aver attirato la ragazza con un finto annuncio in cui prometteva un servizio fotografico, il rapitore l’ha narcotizzata con l’aiuto di un altro uomo, l’ha chiusa in un borsone e quando è giunto al casolare situato in frazione Borgial a Lemie, l’ha spogliata, l’ha fotografata e ha pubblicato le immagini nel dark web, quella vasta area del web dove si annida l’anima più nera e pericolosa di internet che non è raggiungibile attraverso i normai motori di ricerca.

La donna era stata messa all’asta per 300mila euro da pagare in un’unica soluzione con la moneta virtuale usata sul deep web. Nel contempo il polacco aveva preso contatto con l’agente britannico della modella attirata in Italia con il falso annuncio, chiedendo un riscatto di 50mila sterline.

E’ una vicenda agghiacciante che squarcia il velo oscuro che avvolge un mondo inimmaginabile, che pare lontano ma che, attraverso la rete, è più vicino di quello he sembra. Dopo una settimana da incubo, il malvivente non è riuscito a realizzare quanto si aspettava e ha liberato la ragazza.

La vittima ha raccontato agli inquirenti di essere stata spogliata, fotografata e di aver trascorso una settimana intera legata a un mobile. La delicata indagine è stata condotta dai pubblici ministeri Paolo Storari e Ilda Boccassini che si sono avvalsi della collaborazione della Polizia postale, la squadra Mobile e lo Sco. Grazie anche al lavoro di intelligence, il “pericoloso millantatore” è stato arrestato e dovrà rispondere dell’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione.

Il rapitore ha liberato la giovane dopo essersi reso conto che il suo piano non aveva funzionato e le ha fatto credere di essere il carceriere pentito della “Black Death” “La Morte Nera” una setta realmente esistente. Un escamotage per impaurire a vittima e sollecitare il pagamento del riscatto richiesto. Le indagini continuano per assicurare alla giustizia i complici dell’uomo.

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