Sanità di prossimità a rischio: Rocca Canavese senza ambulatorio dopo l’addio del medico storico

16/01/2026

Con l’uscita di scena di uno dei suoi punti di riferimento storici, Rocca Canavese si trova oggi ad affrontare una questione delicata: la possibile assenza di un medico di famiglia presente in paese. Il pensionamento del dottor Bellino, annunciato nelle scorse settimane, ha acceso l’allarme tra i cittadini, soprattutto tra le fasce più anziane della popolazione, per le difficoltà che deriverebbero da un ambulatorio spostato fuori dal territorio comunale.

A farsi carico subito della situazione è stato il sindaco Alessandro Lajolo, che ha avviato un confronto con l’Asl e con i professionisti coinvolti. «Come sindaco, come amico e come suo paziente – spiega – desidero ringraziare il dottor Bellino per la professionalità e l’umanità con cui ha svolto per anni il suo ruolo. Ora però dobbiamo pensare al futuro e garantire ai rocchesi un servizio sanitario di prossimità, soprattutto a chi ha difficoltà a spostarsi».

Il nodo principale riguarda la sede del futuro ambulatorio. Secondo le prime indicazioni, il medico che subentrerà potrebbe ricevere i pazienti fuori dal Comune, nonostante la disponibilità del dottor Bellino a cedere i locali già attrezzati. Una prospettiva che preoccupa l’amministrazione: «Il medico di base è un libero professionista convenzionato con l’Asl – ricorda Lajolo – e gestisce in autonomia orari e sedi. Ma il nostro obiettivo è chiaro: fare tutto il possibile per mantenere un ambulatorio a Rocca».

Tra le ipotesi avanzate anche quella di un ambulatorio comunale sociale, da mettere a disposizione di tutti i medici di famiglia che operano sul territorio. Tuttavia, alcune soluzioni suggerite dai cittadini, come l’utilizzo della struttura di Cà Veja, si scontrano con vincoli regolamentari: l’immobile ha destinazione abitativa e la gestione è affidata all’ATC, rendendolo di fatto non disponibile per questo scopo.

Nel frattempo, il dialogo con l’Asl prosegue. Il sindaco ha avuto un nuovo confronto con la dottoressa Spaccapietra, condividendo la necessità di garantire la vicinanza dell’ambulatorio ai mutuati rocchesi. «Ci è stato assicurato che la situazione potrebbe essere temporanea – conclude Lajolo –. L’impegno comune è quello di non perdere definitivamente un servizio fondamentale per la salute della nostra comunità».

Una partita ancora aperta, dunque, che nei prossimi mesi dirà se Rocca Canavese riuscirà a conservare uno dei suoi presìdi più importanti: la medicina di base come servizio di prossimità, indispensabile per la qualità della vita del territorio.

fr.ser.

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