
Konecta, sindacati in mobilitazione: sciopero il 13 gennaio contro la chiusura delle sedi di Ivrea e Asti
È stato proclamato uno sciopero per l’intera giornata di martedì 13 gennaio 2026 da parte delle lavoratrici e dei lavoratori di Konecta in Piemonte. La decisione è maturata al termine dell’incontro che si è svolto nella mattinata di lunedì 22 dicembre 2025 a Ivrea, presso Confindustria, tra i vertici aziendali e le organizzazioni sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilmcom Uil, insieme alle Rsu delle sedi di Asti, Ivrea e Torino.
Al centro del confronto, l’intenzione annunciata dall’azienda di accorpare le sedi di Asti ed Ivrea a quella di Torino, ipotesi che i sindacati respingono con fermezza. «Dei circa 10.000 dipendenti Konecta in Italia, 1.600 operano nelle sedi piemontesi – spiegano le sigle sindacali in una nota –: 400 ad Asti, 700 a Ivrea e 500 a Torino. Pur confermando la disponibilità a discutere le trasformazioni del settore e a valutare un rilancio attraverso nuovi investimenti sul territorio, abbiamo chiesto con forza che venga eliminata dal tavolo l’idea della chiusura delle sedi di Asti e Ivrea».
Secondo i sindacati, la cessazione delle attività nei due stabilimenti rappresenterebbe «un chiaro segnale di disimpegno dell’azienda dall’area piemontese», con pesanti ricadute occupazionali e sociali. Le organizzazioni confederali ribadiscono la necessità di individuare soluzioni alternative, aprendo un confronto «vero e costruttivo» anche con il coinvolgimento delle istituzioni, a partire dalla Regione Piemonte.
Al momento, però, Konecta non avrebbe ritirato il progetto annunciato. Per questa ragione, Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilmcom Uil hanno deciso di intensificare la mobilitazione, chiedendo un incontro urgente in Prefettura e proclamando lo sciopero del 13 gennaio, che sarà accompagnato da un presidio sotto la sede della Regione Piemonte.
Al presidio svoltosi a Ivrea erano presenti anche l’onorevole Alessandro Giglio Vigna, che ha espresso la solidarietà e la disponibilità della Lega nei confronti dei dipendenti Konecta, e l’assessore del Comune di Ivrea Gabriella Colosso. «Dire no alla chiusura della sede di Ivrea è un dovere – ha scritto Colosso sui social –: 700 lavoratrici e lavoratori, oltre ai 400 di Asti, sono a rischio. Accettare questa scelta significherebbe spingere molte persone, soprattutto donne, verso le dimissioni e contribuire ulteriormente all’impoverimento del territorio».
La vertenza resta dunque aperta, con l’obiettivo dichiarato dei sindacati di difendere l’occupazione e mantenere una presenza produttiva significativa di Konecta in Piemonte.
fra.ser.