
Ivrea, riapre l’Asilo Nido “Adriano Olivetti”: dopo quasi dieci anni di chiusura, i bambini tornano in aula
Dopo quasi dieci anni di chiusura, lo storico Asilo Nido Adriano Olivetti di via Camillo Olivetti 34 torna finalmente alla sua funzione originaria. Da martedì 1° settembre l’edificio accoglierà nuovamente i bambini, mentre sabato 5 settembre, dalle 14.30 alle 18, sarà aperto alla cittadinanza con visite guidate ogni quindici minuti.
Chiuso dal 2017, il nido aveva continuato a funzionare in sedi provvisorie distribuite tra Bellavista, Monte Navale, Primavera e Talponia. Ora il rientro nella sede storica consentirà di accogliere fino a 96 bambini.
Progettato da Luigi Figini e Gino Pollini a partire dal 1939 e inaugurato nel 1941, l’edificio rappresenta uno dei simboli del welfare olivettiano. Costruito vicino alla fabbrica e alla stazione per agevolare le lavoratrici, fu pensato non come semplice luogo di custodia, ma come spazio educativo aperto alla luce, al verde e all’ambiente esterno.
Il recupero è stato lungo e complesso. Le verifiche avevano evidenziato problemi strutturali, infiltrazioni, sovraccarichi sulla copertura e la presenza di amianto in diverse parti dell’edificio.
Una prima fase di interventi prese forma durante l’amministrazione del sindaco Stefano Sertoli, con un finanziamento regionale ottenuto nel 2019 per la valorizzazione del sito Unesco. Furono realizzati lavori per oltre 1 milione di euro, comprendenti bonifiche, messa in sicurezza, recupero dell’ex guardiania, dell’aula giardino e del parco.
Il passaggio decisivo arrivò nel 2022, ancora con Sertoli sindaco, quando Ivrea ottenne 3 milioni di euro del PNRR per il recupero del fabbricato principale. Il progetto è stato poi portato a conclusione dall’attuale amministrazione guidata da Matteo Chiantore.
Dopo un rallentamento legato a un ricorso al Tar, i lavori principali sono partiti il 30 dicembre 2024 e si sono conclusi il 30 aprile 2026, per un costo complessivo di 4,6 milioni di euro, di cui 3 milioni finanziati dal PNRR e il resto coperto dal Comune.
Il cantiere, affidato a Dremar Costruzioni Generali, ha riguardato strutture, coperture, impianti, bagni, murature, solai, bonifiche e adeguamenti antincendio.
Ora, dopo anni di attesa, il nido torna a vivere. E soprattutto tornano i bambini.