07/06/2017

Cronaca

Ivrea, il Presidente Mattarella concede la grazia a un uomo arrestato in Thailandia per droga

Ivrea

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Si è concluso con la firma apposta nella giornata di ieri, martedì 6 giugno, dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla richiesta di grazia, l’incubo nel quale Nicola Giuseppe Scomparin, di Ivrea, vive da ben 11 anni. L’uomo che adesso ha 48 anni, nel 2006 fu arrestato in Thailandia, fu sorpreso dai poliziotti mentre si trovava in compagnia di una donna con alcuni grammi di droga in tasca. Un reato che in Thailandia si paga molto caro, spesso con la morte. Nicola Giuseppe Scomparin, difeso da un avvocato d’ufficio, fu convinto dallo stesso legale di confessare di essere uno spacciatore per evitare la pena capitale. La sorte fu benigna (se così si può dire) e l’eporediese venne condannato a 24 anni di carcere, ridotti in appello a venti anni e due mesi. Dopo una lunga battaglia legale nella quale intervenne anche l’ambasciata d’Italia, nel 2012 le autorità Thailandesi concessero l’estradizione e il condannato fu finalmente trasferito in Italia. In tasca, quando fu arrestato, Scomparin era in possesso di pochi grammi di stupefacente: in Italia sarebbe finito nei guai per modica quantità.

Per l’avvocato Andrea Lazzari, il suo assistito aveva già scontato una pena molto superiore a quella che gli sarebbe stata comminata da un tribunale italiano. Da qui l’idea di prendere carta e  penna e scrivere al Capo dello Stato. E la richiesta è stata esaudita perché il Presidente ha firmato il decreto di grazia totale per gli anni che il detenuto avrebbe dovuto scontare. A rendere pubblica la notizia è stato il Quirinale:  “Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato – ai sensi di quanto previsto dall’art. 87 comma 11 della Costituzione – il Decreto con cui è stata concessa a Nicola Giuseppe Scomparin la grazia totale della pena detentiva ancora da espiare. L’interessato – si legge nella nota del Quirinale – è stato condannato, a seguito del riconoscimento da parte della competente corte di appello italiana della sentenza emessa dalla Autorità giudiziaria della Thailandia, ad espiare anni venti e mesi due di reclusione, per il reato, commesso in Thailandia, di detenzione di sostanze stupefacenti (circa 32 grammi di eroina e 9 grammi di marijuana).

E ancora: l’esecuzione della pena detentiva è in corso dal 21 settembre 2006, dapprima nella carceri  Thailandia e dal settembre 2012 in Italia e sarebbe terminata nel maggio del 2025. La decisione assunta dal Capo dello Stato tiene conto dell’avviso favorevole espresso dal Ministro della Giustizia a conclusione della prevista istruttoria. “E’ stato considerato, inoltre, il buon comportamento tenuto dal condannato durante la detenzione, protrattasi – ricorda il Quirinale – complessivamente per oltre dieci anni e otto mesi”.

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