
Ivrea, pedinamenti e appostamenti contro l’ex genero e la compagna: due condanne per stalking
Una vicenda familiare deterioratasi nel tempo fino a trasformarsi, secondo quanto ricostruito in aula, in una serie di controlli, appostamenti e pedinamenti è approdata davanti al Tribunale di Ivrea. Una donna e il suo compagno sono stati condannati a otto mesi di reclusione ciascuno per atti persecutori nei confronti dell’ex genero di lei e della nuova compagna dell’uomo.
All’origine del procedimento c’è una convivenza familiare durata diversi anni. L’uomo aveva avuto una relazione con la figlia dell’imputata, dalla quale erano nati due figli. Nella stessa abitazione vivevano anche la madre della donna e il suo compagno. Dopo la fine della relazione, la figlia aveva lasciato la casa, mentre l’ex compagno era rimasto nell’abitazione insieme ai figli e agli ex suoceri.
La situazione sarebbe progressivamente peggiorata quando l’uomo aveva iniziato una nuova relazione sentimentale. Da quel momento, secondo la ricostruzione emersa nel corso del processo, gli incontri con i due imputati sarebbero diventati frequenti e tali da non poter più essere considerati semplici coincidenze.
La coppia sarebbe stata notata ripetutamente nei pressi del negozio dell’ex genero, nelle vicinanze del luogo di lavoro della sua nuova compagna e durante alcuni dei loro spostamenti quotidiani. Elementi valutati nel procedimento insieme ad alcune fotografie delle persone offese rinvenute nei telefoni cellulari sequestrati nel corso delle indagini.
Condotte che, secondo quanto sostenuto dalle parti civili e ritenuto dal Tribunale, avrebbero avuto conseguenze concrete sulla loro vita quotidiana. Per ridurre il rischio di nuovi incontri, l’uomo e la compagna avrebbero limitato le uscite e modificato le proprie abitudini, arrivando anche a scegliere negozi e supermercati lontani da Castellamonte.
Nel processo è stato ricostruito anche un episodio nel quale sarebbe stato coinvolto uno dei figli dell’uomo, che avrebbe insultato e sputato contro la nuova compagna del padre.
Al termine del giudizio il Tribunale di Ivrea ha riconosciuto la responsabilità dei due imputati, infliggendo otto mesi di reclusione a entrambi e disponendo il risarcimento in favore delle parti civili.
La sospensione condizionale della pena è stata subordinata al risarcimento del danno e alla partecipazione a uno specifico percorso di recupero. La decisione, salvo eventuale definitività già intervenuta, resta impugnabile nei successivi gradi di giudizio.