
Ivrea, aggredisce la rivale a Bellavista e con un morso le amputa una falange: arrestata una donna
Una lite tra due donne, originata da vecchi dissidi di vicinato, è degenerata in una violenta aggressione culminata con l’amputazione traumatica di una falange. L’episodio è avvenuto nei giorni scorsi nel quartiere Bellavista di Ivrea, dove i carabinieri della Stazione di Ivrea-Banchette, con il supporto della Sezione Radiomobile, hanno arrestato in flagranza una donna di origini nigeriane.
I fatti risalgono alla mattina del 21 agosto. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’indagata, accompagnata dal figlio di 7 anni, avrebbe seguito sui mezzi pubblici la vittima, sua connazionale, fino a piazza I Maggio, dove quest’ultima si era fermata davanti a un bar in attesa di iniziare il proprio turno di lavoro.
Dopo un acceso scambio di parole, la donna avrebbe aggredito la rivale con un ombrello, colpendola ripetutamente alla testa e al corpo fino a spezzarne l’asta e il manico. La colluttazione è poi degenerata ulteriormente: l’indagata avrebbe afferrato il braccio della vittima e le avrebbe morso la mano destra con tale violenza da tranciarle di netto la falange del dito indice.
Nel tentativo di liberarsi, la ferita ha utilizzato una bomboletta di spray urticante al peperoncino, il cui getto ha raggiunto anche alcuni presenti e il bambino di 7 anni.
La lite è stata interrotta dai clienti del bar e dall’arrivo delle pattuglie dell’Arma, allertate dal titolare del locale. La vittima, in forte stato di shock e con un copioso sanguinamento alla mano, è stata trasportata d’urgenza al Pronto soccorso dell’ospedale di Ivrea, dove i medici hanno diagnosticato l’amputazione traumatica irreversibile della falange e una prognosi di 20 giorni.
Il bambino è stato soccorso e affidato al padre. L’altra donna è stata arrestata con le accuse di lesioni personali gravissime aggravate dai futili motivi e dalla presenza di un minore, oltre che di porto di armi od oggetti atti ad offendere. Dopo il giudizio direttissimo è stato disposto nei suoi confronti il divieto di avvicinamento alla vittima.