
Giovani e territori, Confartigianato: Piemonte forte sul lavoro ma indietro su istruzione e servizi
Il Piemonte si conferma tra i territori italiani più favorevoli ai giovani sul piano occupazionale, ma arretra su altri indicatori chiave. È quanto emerge dall’Indice Confartigianato dei Territori Youth Friendly 2025 (ICYF), che colloca la regione al quarto posto nazionale con 673 punti, dietro Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.
Il dato, però, restituisce un quadro a due velocità. Se il Piemonte conquista il secondo posto per occupazione e dinamiche giovanili, scende al quarto per vitalità del sistema produttivo, al decimo per capitale umano e istruzione e precipita al sedicesimo per capacità amministrativa e inclusione territoriale.
L’indice, elaborato dall’Ufficio Studi Confartigianato su dati Inps, Istat e Unioncamere, misura attraverso 27 indicatori quanto i territori offrano condizioni favorevoli alle nuove generazioni, valutando lavoro, imprese, formazione e qualità dei servizi.
Nel dettaglio, sul fronte occupazionale il Piemonte si colloca tra le realtà più solide del Paese, alle spalle del Veneto. Il parametro considera qualità del lavoro, stabilità contrattuale, quota di giovani fuori da percorsi di studio o impiego e prospettive demografiche.
Buona anche la performance sulla struttura produttiva, dove la regione è quarta per capacità delle imprese di rigenerarsi, coinvolgere giovani, sostenere startup e offrire opportunità formative come tirocini e percorsi scuola-lavoro.
Più critico il dato su capitale umano e istruzione: il Piemonte si ferma al decimo posto, segnalando difficoltà nella formazione avanzata, nell’attrazione di laureati e nello sviluppo di competenze qualificate. Ancora più marcato il ritardo sulla capacità amministrativa e inclusione territoriale, dove il sedicesimo posto evidenzia criticità su servizi, conciliazione vita-lavoro, accesso abitativo e relazioni digitali con la PA.
A livello provinciale spicca Torino, territorio più performante della regione con 657 punti e quarto posto nazionale, trainato da vitalità produttiva, capitale umano e qualità amministrativa. Cuneo emerge invece per occupazione e dinamiche giovanili.
«Il Piemonte è davanti a un bivio – commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte –: vivere di rendita sul lavoro o costruire una vera politica generazionale fondata su istruzione, servizi e innovazione».
Felici sollecita misure concrete per l’imprenditoria under 35: accesso al credito, semplificazione burocratica, sostegno a formazione e innovazione, oltre a crediti d’imposta per il passaggio generazionale o l’avvio d’impresa.
«Non possiamo permetterci di perdere le imprese giovanili – conclude –: il futuro dell’economia dipende dalla capacità di sostenere chi sceglie di mettersi in gioco».
Se.Fra