Favria: l’Amministrazione decide di non pagare il debito milionario contratto dall’ex sindaco Ferrino

08/03/2018

Sarà la Corte dei Conti di Torino ad esprimersi sull’annosa vicenda della “Casa del Sole” oggi denominata “Villa Nizzia” di Favria che ha “scaldato” l’ultima seduta del consiglio comunale di Favria. La nuova amministrazione comunale guidata dal sindaco Vittorio Bellone ha reso ufficialmente noto che quel milione e 364 mila 523,40 euro concordato dal sindaco Serafino Ferrino per concludere la transazione realativa al fallimento della società MGL Gest Srl: 12mila 500 euro al mese per ben dodici anni non può essere ratificata dall’attuale amministrazione. L’assessore ai Lavori Pubblici Silvio Carruozzo non ha dubbi: quel debito non ricadrà sulle spalle dei contribuenti di Favria. “Ci sono troppe zone d’ombra fin dall’inizio, ma una certezza: la transazione siglata dall’ex-sindaco Ferrino è stata deliberata illegittimamente e non può essere ratificata dalla nostra Amministrazione” spiega l’amministratore. Ma per comprendere, anche se sinteticamente, i termini della vicenda, occorre fare un passo indietro e più precisamente al 2004: in quell’anno l’amministrazione Ferrino siglò un contratto con la società MGL Gest Srl nel quale il Comune si impegnava a corrispondere un indennizzo per le migliorie apportate alla struttura dalla società che gestiva la casa di riposo nel caso in cui il contratto non fosse stato rinnovato. La ristrutturazione costò alla Mgl Gest Srl 2milioni 172mila 493,85 euro.

L’ASSESSORE AI LAVORI PUBBLICI SILVIO CARRUOZZO: I FAVRIESI NON PAGHERANNO ULTERIORI ESBORSI

” Una cosa è certa – assicura l’assessore ai Lavori pubblici, Silvio Carruozzo – I favriesi non pagheranno quella somma. Nel momento in cui la Giunta ha autorizzato il sindaco a sottoscrivere la transazione, le somme per coprire il debito non erano state poste a bilancio e non era stata messa alcuna somma in un apposito fondo rischi. Visto che la transazione era stata sottoscritta due soli giorni prima delle elezioni, l’attuale amministrazione, appena insediata, aveva inserito il capitolo di spesa ipotetico, ma poi, a causa della “opacità” con la quale era stata trattata la questione abbiamo svolto degli approfondimenti. E siamo giunti alla conclusione di variare il bilancio con un apposito emendamento, rettificando il capitolo di spesa inserito per sanare una procedura che, con un eufemismo, possiamo definire non impeccabile”.

Ma il colpo di scena si è consumato nel momento in cui il consiglio era chiamato a votare l’emendamento; l’opposizione ha abbandonato l’aula certa del fatto che se le rate non saranno pagate, si potrebbe persino giungere al pignoramento del Comune. La delibera di variazione è stata approvata a maggioranza.

L’assessore ha sottolineato che ci sono diversi motivi che hanno determinato l’assunzione di una scelta così drastica dall’amministrazione Bellone. “Innanzitutto, mi preme chiarire una cosa: la firma dell’ex-sindaco sulla transazione non è valida, perchè si basa su un atto illegittimo, ossia il voto della Giunta che lo autorizzava a procedere – continua Carruozzo -. Mi stupisco di questa dimostrazione di incompetenza: il sindaco e i suoi assessori dovevano sapere che per le spese che vincolano il Comune per più annualità, l’approvazione deve arrivare da un voto del Consiglio comunale. Peggio ancora, non era stato nemmeno previsto il relativo impegno di spesa nel bilancio, quindi la transazione non aveva nemmeno copertura quando è stata firmata”.

I DUBBI DEL’AMMINISTRAZIONE BELLONE: “PERCHE’ L’ACCORDO CON IL CURATORE E’ STATO FIRMATO A POCHI GIORNI DALLE ELEZIONI COMUNALI?”

Ma non è tutto: “Io mi chiedo perchè l’ex-sindaco abbia avuto questa premura di siglare un accordo così gravoso per le casse comunali a pochi giorni dalle elezioni – prosegue l’assessore -. La firma è avvenuta il 6 giugno 2017, dopo essere stato autorizzato dalla Giunta (che non ne aveva la competenza) il primo del mese, e le amministrative si sono tenute l’11 marzo. Oltretutto la fretta non era in alcun modo giustificata, visto che non c’era nessuna causa in corso, né provvedimento giudiziario che lo imponesse”.

“Il problema è costituito dal fatto che la MGL Gest è stata mandata via per morosità, perchè non pagava né i fornitori, né le rate di affitto al Comune, oltre a non aver nemmeno stipulato la fidejussione prevista. E il tribunale ha condannato la società sia in primo grado sia in appello, attestando così la cessazione degli effetti del contratto. Peraltro dopo pochi anni la MGL Gest è fallita e il caso della ‘Domenico Nizzia’ è passato nelle mani di un curatore fallimentare – conclude l’assessore ai Lavori Pubblici di Favria -. Sono piovute in seguito le richieste di pignoramento per conto terzi da parte dei creditori e il Comune, dietro ingiunzione del Tribunale di Ivrea, ha pagato”.

L’esborso per le casse comunali ha già superato gli 800mila euro. IL’assessore Carruozzo è convinto che ci siano tutti gli estremi per non essere costretti a pagare ancora. “E certamente un tale atto non spettava ad un sindaco che era a pochi giorni dal termine del suo mandato – conclude -. Per il momento abbiamo dato mandato ad un legale di nostra fiducia di fare luce sull’intera vicenda e di rispondere al sollecito della curatela che attende il pagamento delle prime rate previste per il mese di gennaio del 2018”.

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