
CHIVASSO – Sparatoria in via Paleologi, individuati due presunti responsabili: indaga l’Antimafia
A quasi tre mesi dai cinque colpi di pistola esplosi in pieno giorno nel centro di Chivasso, l’inchiesta sull’agguato a Francesco Ilacqua avrebbe imboccato una nuova e delicata fase. Due chivassesi sarebbero stati individuati come presunti responsabili dell’azione avvenuta la mattina di martedì 30 giugno 2026 in via Paleologi. E sul fascicolo, inizialmente seguito dalla procura di Ivrea, sarebbe ora intervenuta la Direzione distrettuale antimafia di Torino.
L’agguato avvenne intorno alle 11.30, davanti al circolo Paolo Otelli. Ilacqua, 48 anni, venne raggiunto da diversi proiettili, soprattutto alle gambe, e si accasciò sul marciapiede. Soccorso dal 118, fu trasportato in codice rosso all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino. Già nelle ore immediatamente successive gli investigatori presero in considerazione, tra le diverse ipotesi, quella di un possibile regolamento di conti.
Secondo le nuove informazioni, i carabinieri sarebbero riusciti a risalire ai due sospettati anche attraverso l’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della zona. Uno dei due avrebbe avuto il ruolo di esecutore materiale, esplodendo i colpi contro Ilacqua, mentre l’altro avrebbe svolto una funzione di supporto, pronto a intervenire in caso di necessità. Si tratta, allo stato, di una ricostruzione investigativa e le responsabilità individuali dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie.
Quando gli accertamenti sembravano ormai indirizzati verso la richiesta di misure cautelari al giudice competente, sarebbe intervenuto il passaggio destinato ad ampliare la portata dell’inchiesta: il coinvolgimento della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo piemontese. Un elemento che riporta inevitabilmente l’attenzione sul contesto criminale già emerso attorno alla figura della vittima.
Ilacqua era stato arrestato nel 2017 nell’ambito di un’indagine riguardante famiglie che gli investigatori ritenevano collegate alla ’ndrangheta nel Chivassese. Suo padre Pietro, morto nel 2012, era stato indicato nelle ricostruzioni giudiziarie come figura di rilievo negli ambienti della criminalità organizzata locale e come mandante di tentati omicidi; diverse fonti lo hanno inoltre indicato come ispiratore del triplice omicidio avvenuto nel 1987 al circolo Arci di Chivasso.
L’agguato del 30 giugno aveva avuto immediate ripercussioni anche sul fronte dell’ordine pubblico. Nei giorni successivi il caso era stato affrontato dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e la zona a vigilanza rafforzata nell’area della stazione era stata prorogata fino alla fine del 2026.
Ora l’attenzione si concentra sui successivi sviluppi giudiziari e sulle valutazioni dell’autorità competente in merito alle posizioni dei due presunti responsabili. Per entrambi vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.