
CHIVASSO – Arte e inclusione, si chiude “Come un Pittore”: nasce il gruppo “Noi colori diversi”
Pennelli, colori e creatività sono diventati strumenti per stare insieme, abbattere le distanze e costruire nuove relazioni. Con la mostra allestita nella Chiesa degli Angeli di via Torino, a Chivasso, si è concluso lo scorso fine settimana il progetto “Come un Pittore”, dedicato alle persone con disabilità e promosso dall’associazione Pittori di Via Platis, con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Sociali della Città di Chivasso.
Al percorso hanno partecipato i ragazzi del CISS, Consorzio Intercomunale Servizi Sociali Chivasso, rappresentato in occasione della mostra da Deborah Milanesio, componente del Consiglio d’amministrazione.
A ripercorrere l’esperienza è stata Anna Maria D’Agostino, formatrice e responsabile dei progetti inclusivi dei Pittori di Via Platis. Il programma iniziale prevedeva una trentina di ore, ma l’entusiasmo e la partecipazione hanno portato a superare le ottanta ore di laboratorio, dedicate non soltanto alle attività artistiche, ma anche alla preparazione, all’accompagnamento e alla costruzione del gruppo. Il percorso ha previsto inoltre counseling professionale e coaching artistico.
Il progetto ha cercato di uscire dagli spazi tradizionali del laboratorio per creare una rete con la città e le altre realtà associative. Tra le esperienze realizzate anche l’incontro della scorsa primavera con gli ospiti della residenza per anziani Opera Pia: al Movicentro ragazzi e anziani hanno dipinto insieme all’aperto, trasformando l’attività artistica in un momento di socialità e condivisione.
Un segno concreto dell’iniziativa è già entrato nel paesaggio urbano. Nel parco di via Togliatti, di fronte alla sede del CISS, sono infatti presenti le panchine dipinte durante uno dei laboratori e arricchite con messaggi motivazionali. Il progetto è stato illustrato da Ornella Valle, vicepresidente nazionale e componente dell’esecutivo di APRI ETS Aps, Associazione Pro Retinopatici ed Ipovedenti.
La conclusione della mostra non rappresenta però la fine dell’esperienza. Il percorso ha creato un gruppo coeso, intenzionato a continuare a incontrarsi e a utilizzare l’arte come occasione di espressione e partecipazione. Da questa volontà è nato anche un nome destinato ad accompagnare le prossime attività: “Noi colori diversi”, scelto dagli stessi partecipanti come identità del gruppo e punto di partenza per dare continuità al progetto.