Chivasso, Sabina Bonardo: «La voce è uno strumento relazionale, non solo un mezzo per parlare»

22/05/2025

In un’epoca in cui la comunicazione è ovunque, ma l’ascolto autentico sempre più raro, la chivassese Sabina Bonardo – Master Trainer del metodo FourVoiceColors – porta l’attenzione su un elemento spesso trascurato, ma centrale nei rapporti umani: la voce. Professionista (una delle poche in Italia) della formazione vocale con base a Chivasso, Bonardo unisce alla competenza tecnica una visione profondamente umana del potere comunicativo della voce. «Saper usare la voce nei rapporti interpersonali», spiega, «significa saper orientare la relazione. La voce comunica intenzioni, emozioni, autorevolezza, insicurezza. Le parole contano, ma è la voce a decidere come vengono percepite».

Una competenza per tutti, non solo per chi parla in pubblico

Secondo Bonardo, la capacità di usare la voce consapevolmente non è una competenza riservata a politici, attori o manager. «Ogni giorno – afferma – ci troviamo a comunicare in contesti potenzialmente delicati: con i colleghi, in famiglia, in ambito sanitario o educativo. Una voce coerente e intenzionale permette di ridurre i fraintendimenti, migliorare la gestione delle emozioni e costruire relazioni più sane».

È un approccio che supera l’estetica della “bella voce” per focalizzarsi sulla congruenza tra contenuto e suono. «Non si tratta di recitare», chiarisce Bonardo, «ma di allineare ciò che si dice con il modo in cui lo si dice, perché la voce è il primo elemento che costruisce fiducia».

La voce come strumento educativo, sanitario e relazionale

La formazione di Bonardo affonda le radici nel metodo FourVoiceColors, ideato da Ciro Imparato, suo compagno di vita e figura di riferimento nella ricerca vocale in ambito psicologico e neuroscientifico. Un metodo che concepisce la voce come uno strumento musicale da allenare, capace di produrre effetti concreti nella vita quotidiana: genitori che ritrovano connessione con i figli, insegnanti più efficaci, medici più empatici.

«La voce tradisce sempre ciò che proviamo, anche quando non vorremmo», afferma Bonardo. «Tono, ritmo, pause e respiro parlano prima delle parole. Eppure, possiamo allenarla a diventare una guida, non solo un riflesso delle emozioni».

Parlare non basta: serve consapevolezza

Uno degli errori più comuni – osserva Bonardo – è credere che basti parlare per essere compresi. «Molte persone parlano sempre allo stesso modo, senza variazioni né pause, e poi si stupiscono se non vengono ascoltate. Spesso, quando qualcosa non funziona, alzano il volume invece di cambiare tono emotivo o strategia».

Bonardo racconta un episodio emblematico della sua carriera: una riunione aziendale ad alta tensione. «Non serviva dire di più, ma dire in modo diverso. Ho usato un tono calmo, concreto, con ritmo rallentato. Ho trasformato la voce in un contenitore emotivo, creando lo spazio per il dialogo. A fine incontro, un partecipante mi ha detto: “Con lei ho parlato diversamente dal solito”».

Uomini e donne: un uso diverso della voce

Un tema che Sabina Bonardo affronta spesso è la differenza tra uomini e donne nell’uso della voce. «Le donne tendono a sottovalutare il proprio potenziale vocale, temendo di essere percepite come troppo forti o troppo emotive. Gli uomini, al contrario, spesso sovrastimano la propria voce come strumento d’impatto, ma faticano a leggerne l’effetto relazionale. In entrambi i casi, il nodo è la consapevolezza».

Quando la voce cura

Nel campo della comunicazione sanitaria, la voce diventa uno strumento cruciale. Bonardo ha sviluppato moduli formativi specifici, come “La voce che cura”, per medici, infermieri e operatori sanitari. «In una comunicazione difficile, una voce fredda può ferire, anche se le parole sono corrette. Una voce calda, empatica e stabile può aiutare il paziente a reggere la notizia e a sentirsi accolto. La voce umanizza».

Un’eredità che diventa missione

Per Sabina Bonardo, diventare Master Trainer del metodo FourVoiceColors è stata una scelta personale e professionale. «Voglio dare continuità a una visione che ha cambiato la vita a migliaia di persone, e portarla nei contesti dove può fare davvero la differenza: nella scuola, nella sanità, in azienda e in famiglia».

In un tempo in cui il rumore spesso copre la qualità della comunicazione, il lavoro di Sabina Bonardo ricorda che saper usare la voce non è un lusso per pochi, ma una competenza fondamentale per tutti. Perché ogni parola, se accompagnata dalla voce giusta, può davvero cambiare il modo in cui entriamo in relazione con gli altri.

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