Dare nuova vita ai grandi spazi produttivi dismessi e trasformarli in opportunità di sviluppo per il territorio: è questo l’obiettivo della nuova mappatura avviata dalla Regione Piemonte, che ha individuato oltre settanta immobili e aree industriali pronti per essere rilanciati sul mercato degli investimenti. Un patrimonio diffuso che sarà raccolto in una vetrina digitale pensata per mettere in rete enti pubblici, operatori privati e potenziali investitori interessati a nuovi insediamenti produttivi.
L’iniziativa, avviata la scorsa primavera, punta a censire e valorizzare aree di almeno 5 mila metri quadrati e immobili industriali superiori ai mille metri quadrati, già disponibili o dismessi ma recuperabili. La mappatura comprende sia aree edificabili, sia siti già urbanizzati che possono richiedere interventi di bonifica o riqualificazione. Un approccio che guarda al consumo di suolo zero e al rilancio di spazi già infrastrutturati.
La manifestazione di interesse, con scadenza fissata al 26 gennaio, porterà alla creazione di una piattaforma online che consentirà di consultare le schede dettagliate dei siti censiti. Parte delle aree è già stata inserita in Invest in Italy, la piattaforma nazionale promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per favorire l’attrazione di capitali dall’estero.
Di particolare rilievo è il contributo del Canavese, dove la ricognizione copre circa 3 mila ettari. Tra i siti segnalati figurano l’area ex Olivetti di San Lorenzo a Ivrea, porzioni dell’area Icona e del Palazzo Uffici, gli stabilimenti ex Olivetti di Scarmagno, l’ex Pininfarina di Bairo e l’ex Alcan di Borgofranco. Luoghi simbolo dell’industrializzazione piemontese che oggi possono tornare a essere motori di sviluppo.
f.se.
