Anche il Canavese nel Piano di edilizia sanitaria del Piemonte. 4,5 miliardi per ospedali e Case di Comunità

20/10/2024

Anche il Canavese nel Piano di edilizia sanitaria del Piemonte. 4,5 miliardi per ospedali e Case di Comunità

Anche il Canavese sarà coinvolto nel massiccio piano di rinnovamento del sistema sanitario del Piemonte, grazie a un investimento senza precedenti di oltre 4,5 miliardi di euro. Le risorse, provenienti da fondi Inail, statali, regionali, dal Pnrr e da investimenti privati, permetteranno la costruzione e il potenziamento di ospedali e strutture sanitarie sul territorio. L’annuncio è stato fatto dal presidente della Regione, Alberto Cirio, e dall’assessore alla Sanità, Federico Riboldi, durante una conferenza stampa tenutasi al Grattacielo della Regione.

Il piano complessivo prevede la costruzione di 11 nuovi ospedali, 4 interventi di rigenerazione e ampliamento di strutture esistenti, oltre a 91 case di comunità e 30 ospedali di comunità, distribuiti nei vari comuni piemontesi. Nella zona del Canavese, queste strutture saranno fondamentali per rafforzare l’assistenza sanitaria di prossimità, riducendo la pressione sui grandi ospedali e migliorando l’accesso alle cure per i residenti nelle aree più decentrate.

Tra i progetti di maggiore rilievo c’è la costruzione di nuove case di comunità nel Canavese, che serviranno da punto di riferimento per i cittadini, fornendo servizi ambulatoriali e assistenza continua. Il piano punta a rendere questi centri più accessibili, contribuendo a ridurre i tempi di attesa e a migliorare la qualità delle cure, soprattutto nelle aree interne che spesso risentono della carenza di infrastrutture sanitarie moderne.

Una rete di nuovi ospedali per tutto il Piemonte, inclusi Cuneo e Alessandria

Tra i progetti regionali più ambiziosi figurano anche i nuovi ospedali di Cuneo e Alessandria, la cui realizzazione sarà possibile grazie all’incremento dei fondi Inail, che permetteranno di finanziare queste opere interamente con risorse pubbliche. “Abbiamo aggiornato il piano di edilizia sanitaria proprio per includere questi nuovi importanti interventi”, ha spiegato il presidente Cirio.

In totale, il piano prevede oltre 170 interventi su larga scala, e il Canavese beneficerà in particolare delle nuove case e ospedali di comunità, che renderanno le cure più vicine e accessibili per i cittadini della zona. Saranno inoltre create 43 centrali operative territoriali, che coordineranno i servizi sanitari locali, migliorando l’efficienza del sistema di emergenza e delle cure domiciliari.

Un piano ambizioso con controlli rigorosi

Vista l’importanza e la complessità del progetto, che comprende molteplici appalti e procedure, la Regione Piemonte ha deciso di affidare il monitoraggio dei lavori a un gruppo di esperti incaricati di prevenire infiltrazioni criminali e garantire la massima trasparenza. Il team include figure di grande esperienza, come il prefetto a riposo Filippo Dispenza e alti ufficiali delle forze dell’ordine, che avranno il compito di supervisionare le procedure degli appalti e dei lavori pubblici.

“Prevenire ogni rischio di infiltrazione criminale negli appalti pubblici è un dovere assoluto”, hanno dichiarato i membri del gruppo di lavoro. Il loro compito sarà garantire che tutte le operazioni siano svolte nel pieno rispetto della legalità, affinché i cittadini possano beneficiare di ospedali e servizi sanitari sicuri e moderni.

L’impatto sul Canavese e sul futuro della sanità locale

Il Canavese, come molte altre aree del Piemonte, vedrà una trasformazione importante del proprio sistema sanitario grazie a questo piano. Le nuove case di comunità e gli ospedali di comunità rappresentano una risposta concreta ai bisogni di assistenza sanitaria diffusa, riducendo la dipendenza dai grandi centri ospedalieri urbani e offrendo servizi di qualità anche nelle aree più remote.

Questi interventi non solo miglioreranno l’accesso alle cure per i residenti del Canavese, ma avranno anche un impatto economico positivo, generando nuovi posti di lavoro sia nella fase di costruzione sia nella gestione delle nuove strutture. Il piano, definito “il più grande investimento dal dopoguerra a oggi” dall’assessore Riboldi, non si limita a costruire nuove infrastrutture, ma mira a ripensare il sistema sanitario piemontese in un’ottica di modernità ed efficienza.

Nei prossimi anni, il volto della sanità canavesana cambierà radicalmente, con strutture più moderne e servizi più vicini ai bisogni della popolazione, contribuendo a rendere la sanità piemontese un modello di eccellenza a livello nazionale.

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