
Olio e turismo, una proposta di legge per il Piemonte: il Canavese tra i territori protagonisti
Dagli oliveti dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea ai frantoi di Vialfrè e Settimo Vittone, il Canavese potrebbe avere un ruolo centrale nello sviluppo dell’oleoturismo piemontese. A delinearne le opportunità è la proposta di legge presentata dal vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Ravetti, del Pd, per disciplinare il settore e istituire un circuito regionale dedicato alla cultura olivicola.
L’obiettivo è affiancare alla produzione di olio l’accoglienza dei visitatori, le degustazioni e le attività didattiche, favorendo nuove fonti di reddito per le aziende e il recupero del paesaggio rurale.
Il consigliere regionale Alberto Avetta (Pd), richiama le caratteristiche del territorio eporediese: «L’area dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea offre un microclima particolarmente idoneo grazie all’azione termica dei rilievi e dei laghi vicini. Qui si concentra circa il 25-30% delle aziende regionali».
Si tratta soprattutto di piccole realtà familiari, che affiancano gli olivi a vigneti, erbe aromatiche e piccoli frutti. Avetta ricorda inoltre la presenza dei frantoi di Vialfrè e Settimo Vittone e il ruolo dell’ASSPO, l’associazione degli olivicoltori piemontesi nata nel 2003 per promuovere la coltivazione, la formazione e la ricerca di varietà resistenti al freddo.
Secondo i dati illustrati dai proponenti, il Piemonte conta circa 300-350 ettari coltivati a olivo e un centinaio di aziende agricole registrate con finalità commerciali, oltre ai produttori amatoriali. Una filiera ancora di nicchia, che Ravetti e Avetta intendono accompagnare nella crescita.
«Valorizzare l’olivicoltura non significa sostituire le produzioni storiche ma cogliere un’opportunità», sottolineano i due consiglieri. L’olivo viene indicato come coltura complementare alla vite e come possibilità per recuperare terrazzamenti, terreni marginali, vecchi frutteti e vigneti abbandonati.
La proposta prevede distretti dedicati all’oleoturismo e alla transizione olivicola, distinguendo le aree di interesse paesaggistico da quelle pianeggianti adatte alla meccanizzazione. Tra le ipotesi figurano un distretto della Pedemontana Alpina Occidentale, comprendente il Canavese, e un distretto Morenico Piemontese con Ivrea.
Sono inoltre previsti un registro regionale degli operatori, semplificazioni amministrative e il coinvolgimento dei frantoi non agricoli con funzioni produttive e divulgative. Il testo contempla anche frantoi mobili cooperativi, pensati per servire le vallate e le aree marginali, e forme di ospitalità leggera.
La raccolta didattica delle olive sarebbe consentita nei soli distretti paesaggistici, con finalità culturali e non produttive. Per le degustazioni la proposta indica esclusivamente oli piemontesi, accompagnati da abbinamenti gastronomici composti per almeno l’85% da prodotti regionali DOP, IGP o PAT. Il circuito verrebbe infine integrato nelle Strade del Vino e dei Sapori, collegandosi agli itinerari già esistenti.