
IVREA – Medico di famiglia lascia, lettere tardive agli assistiti: l’Asl To4 chiarisce i motivi del problema
Lettere recapitate solo a fine settembre agli assistiti di un medico di famiglia che aveva cessato l’attività per recesso volontario. Dopo la segnalazione di una cittadina agli organi di informazione, l’Asl To4 interviene per chiarire i tempi della comunicazione e spiegare quali soluzioni siano state messe in campo per garantire la continuità dell’assistenza nel Distretto di Ivrea.
Secondo quanto riferito dalla Direzione distrettuale, l’invio delle lettere sarebbe arrivato soltanto al termine di un percorso necessario per verificare tutte le possibilità previste dalla normativa e poter fornire agli utenti indicazioni concrete su come procedere.
La direttrice del Distretto di Ivrea, Laura Ferrara, spiega in una nota dell’Azienda Sanitaria canavesana, che a inizio settembre era stato pubblicato un bando per assegnare un incarico a tempo determinato, ma nessun medico aveva presentato la propria disponibilità. Successivamente sono stati interpellati tutti i medici di famiglia dell’ambito e soltanto uno ha accettato di aumentare il proprio massimale fino a 1.800 assistiti.
Solo dopo aver definito questo quadro, precisa l’Asl, è stato possibile predisporre e spedire le comunicazioni agli utenti con le indicazioni operative.
Particolare attenzione, secondo il Distretto, è stata riservata agli assistiti con maggiori criticità, mentre sono allo studio modalità di comunicazione alternative che possano consentire in futuro di anticipare le informazioni, nei limiti delle possibilità tecniche e organizzative.
Sul fondo resta però il problema della carenza di medici di medicina generale, che continua a pesare anche sul territorio eporediese. L’Asl To4 fa sapere di aver già richiesto la pubblicazione di un nuovo bando per un incarico a Banchette e di aver raccolto la disponibilità di due medici dell’ambito a proseguire il servizio oltre il settantesimo anno di età.
Prosegue inoltre il confronto con i sindaci del territorio per individuare soluzioni capaci di rendere maggiormente attrattivo il Distretto per nuovi professionisti.
La vicenda mette quindi ancora una volta in evidenza le difficoltà generate dalla carenza di medici di famiglia: un problema che, oltre agli aspetti organizzativi, incide direttamente sui tempi con cui i cittadini riescono a ricevere informazioni e a individuare un nuovo riferimento per l’assistenza di base.