
Favria, l’ultimo straziante saluto a Michele “Pierin” Bianco: riparava i motori, ma soprattutto riusciva aggiustare i cuori
C’erano motori che sembravano ormai destinati alla rottamazione e che, passando tra le sue mani, tornavano a rombare come un tempo. Ma Michele Bianco, per tutti semplicemente «Pierin», non riparava soltanto automobili e motociclette. Con la sua disponibilità, la competenza maturata in una vita di lavoro e quella generosità che lo portava a non negare mai un aiuto, aveva costruito un rapporto di fiducia e amicizia con intere generazioni di favriesi. La sua scomparsa, all’età di 84 anni, lascia un vuoto profondo nella comunità, che perde uno dei volti più conosciuti e apprezzati dell’artigianato locale.
Storico meccanico del paese, Michele Bianco aveva trasformato la propria officina in un autentico punto di riferimento. Prima in strada Ceretti e successivamente in via Garibaldi, il suo garage era diventato molto più di un’attività commerciale: un luogo dove competenza e passione si accompagnavano a rapporti umani sinceri, costruiti nel corso dei decenni. Un artigiano di quelli che conoscevano ogni segreto dei motori, capaci di individuare un guasto anche soltanto ascoltando il rumore di un propulsore.
Per lui non esistevano problemi impossibili, che si trattasse di un ciclomotore, di una motocicletta o di un’automobile. Alla precisione del professionista univa la pazienza di chi amava profondamente il proprio mestiere, senza mai dimenticare le persone che si rivolgevano a lui. E non erano rare le occasioni in cui interveniva anche fuori dall’orario di lavoro, pur di rimettere in strada qualcuno rimasto in difficoltà.
A ricordarne le qualità professionali e soprattutto umane è stato il sindaco di Favria, Vittorio Bellone, che ha affidato ai social un messaggio particolarmente sentito.
«La comunità di Favria piange la scomparsa di Michele Bianco, per tutti noi semplicemente Pierino (o Pierin) – ha scritto il primo cittadino – un grande meccanico, un uomo generoso e uno straordinario esempio di umanità. In tutti i suoi anni di lavoro non si è mai tirato indietro: quante persone ha soccorso, sempre pronto ad aiutare chiunque si trovasse in difficoltà con la propria auto. Per lui i motori non erano soltanto una professione, ma una vera e propria passione che coltivava con cuore e dedizione».
Parole alle quali Bellone ha aggiunto un ricordo personale, legato a una conoscenza durata decenni e a quella porta dell’officina che, per lui come per tanti altri, era sempre aperta.
«Per me è stato anche, per decenni, un caro vicino di casa – ha aggiunto il sindaco – dai tempi del mio primo “cinquantino” fino alle auto che ho guidato negli anni, la porta del suo garage è sempre stata aperta: di giorno, di sera e a volte persino di notte, pur di finire insieme un lavoro iniziato».
Il primo cittadino ha voluto accompagnare il ricordo con un’immagine di Michele sorridente accanto all’amico Corrado, mentre si preparavano a cucinare la polenta per trascorrere una giornata in compagnia. Uno scatto lontano dall’officina, ma altrettanto significativo per raccontare il carattere di un uomo che sapeva coltivare amicizie e condividere i momenti più semplici della vita.
«Ciao Pierino, ci mancherai e mancherai davvero a tantissimi. Grazie di tutto», ha concluso Bellone.
Michele Bianco lascia la moglie Rita, i figli Simona e Roberto e i nipoti Lorenzo e Giampiero. I funerali si sono svolti venerdì 9 ottobre nella chiesa parrocchiale di Favria.
Con la sua scomparsa se ne va un rappresentante di quell’artigianato fatto di esperienza, intuizione e rapporti umani, nel quale il valore di un professionista non si misurava soltanto dalla qualità del lavoro, ma anche dalla fiducia che sapeva conquistare.
A Favria resterà il ricordo di un uomo che aveva dedicato la vita ai motori, ma che, soprattutto, aveva sempre trovato il tempo di fermarsi per aiutare gli altri. E forse è proprio questa l’eredità più preziosa lasciata da «Pierin»: quella di un meccanico capace di aggiustare quasi tutto, senza mai dimenticare il valore delle persone.