
Burolo, blitz nel ristorante sushi: scoperti dai carabinieri 21 dormitori abusivi, sequestri e cinque denunce
Ventuno stanze e quattro bagni trasformati abusivamente in dormitori per i dipendenti, un lavoratore in nero, personale privo delle prescritte visite mediche e della formazione obbligatoria sulla sicurezza. È quanto hanno scoperto i carabinieri durante un’ispezione in un ristorante sushi di Burolo, nell’ambito di un’operazione straordinaria di controllo del territorio condotta venerdì 9 ottobre 2026 dalla Compagnia di Ivrea. Un intervento che ha portato alla denuncia del titolare, un ventinovenne, al sequestro dei locali utilizzati come alloggi e alla contestazione di numerose violazioni amministrative e penali.
L’operazione, che ha interessato anche Ivrea e Pavone Canavese, si è conclusa complessivamente con cinque persone denunciate all’autorità giudiziaria, oltre al sequestro di sostanze stupefacenti, alla denuncia di tre giovani per tentato furto aggravato e all’accertamento di irregolarità in materia di sicurezza sul lavoro.
Il servizio è stato coordinato dai carabinieri della Compagnia di Ivrea, con l’impiego dei militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, delle Sezioni Operativa e Radiomobile e delle Stazioni di Ivrea e Settimo Vittone. Alle
verifiche hanno partecipato anche gli specialisti del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Torino, insieme al personale dello SPRESAL e del SIAN dell’ASL TO4. Il quadro più preoccupante è emerso proprio a Burolo, dove l’ispezione igienico-sanitaria e lavoristica ha consentito di individuare all’interno dell’immobile 21 stanze e quattro bagni adibiti a dormitori per i dipendenti, secondo gli accertamenti privi dei requisiti minimi di abitabilità e di adeguate aperture per la ventilazione. Gli investigatori hanno inoltre scoperto che un’area originariamente destinata al deposito degli alimenti era stata trasformata in dormitorio senza le necessarie autorizzazioni per il cambio di destinazione d’uso.
Le verifiche hanno interessato 27 dipendenti, uno dei quali è risultato impiegato completamente in nero. Per tutti i lavoratori controllati è stata inoltre accertata, secondo quanto riferito dai carabinieri, la mancata effettuazione delle visite mediche di idoneità e l’assenza della formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza.
Non solo. Gli ispettori hanno contestato anche la presenza di impianti di videosorveglianza non autorizzati e alcune irregolarità riguardanti la filiera agroalimentare. Alla luce delle violazioni riscontrate, il Nucleo Ispettorato del Lavoro ha disposto il sequestro preventivo dei locali utilizzati come dormitori. Il titolare dell’attività è stato denunciato in stato di libertà e destinatario di ammende e sanzioni amministrative il cui importo, secondo il comunicato dei carabinieri, supera complessivamente i 20mila euro.
Parallelamente, i controlli sul territorio eporediese, con particolare attenzione alla zona rossa di Ivrea, hanno portato a ulteriori interventi sul fronte del contrasto allo spaccio di stupefacenti e ai reati contro il patrimonio.
Durante una perquisizione domiciliare i militari hanno rinvenuto 21,1 grammi di hashish nella disponibilità di un diciannovenne, denunciato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Un ventenne è stato invece segnalato alla Prefettura dopo essere stato trovato in possesso di 1,46 grammi della stessa sostanza, ritenuta destinata al consumo personale.
Quest’ultimo è stato inoltre denunciato, insieme ad altri due giovani di 28 e 23 anni, per tentato furto aggravato in concorso. I tre sono stati intercettati dai carabinieri nei pressi di un supermercato di Pavone Canavese, dopo aver sottratto generi alimentari e tentato una breve fuga. La merce è stata interamente recuperata e restituita al punto vendita.
L’attività di prevenzione ha riguardato anche la circolazione stradale. Un ventisettenne è stato sanzionato per 150 euro perché sorpreso alla guida di un monopattino elettrico senza copertura assicurativa e privo del casco protettivo obbligatorio.
Il bilancio dell’operazione evidenzia dunque un intervento su più fronti, dalla prevenzione dei reati predatori al contrasto dello spaccio, fino alla verifica delle condizioni di lavoro e del rispetto delle norme igienico-sanitarie nelle attività commerciali.
Particolarmente rilevante resta quanto emerso nel ristorante di Burolo, dove gli accertamenti hanno portato alla luce una situazione sulla quale proseguiranno le verifiche degli enti competenti, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo dei locali come dormitori e le condizioni di sicurezza dei dipendenti. I provvedimenti a carico dei soggetti e persone giuridiche citate sono stati emessi durante le indagini preliminari e, pertanto, vige la presunzione di non colpevolezza.