
Diocesi di Ivrea – Da Rondissone a Rivarolo, nuovi addii e tensioni: il caso don Kamal riaccende il confronto
Due sacerdoti che lasciano i rispettivi incarichi, una lettera durissima resa pubblica e vecchie ferite che tornano inevitabilmente a pesare. La Diocesi di Ivrea attraversa un’altra fase delicata, dopo i casi che negli ultimi mesi hanno interessato diverse comunità del territorio. L’ultimo, e certamente il più controverso, arriva da Rondissone e riguarda don Kamal Chelladurai, viceparroco che ha deciso di prendersi una pausa dal ministero dopo avere affidato a una lettera aperta il racconto delle difficoltà vissute nell’ultimo periodo.
Il sacerdote, ordinato nel 2015, ha descritto contrasti con don Davide Smiderle, amministratore parrocchiale di Rondissone e parroco del Duomo di Chivasso, riferendo episodi relativi sia alla gestione delle celebrazioni sia alla convivenza in canonica. Don Kamal sostiene inoltre di essersi rivolto al vescovo di Ivrea, monsignor Daniele Salera, senza sentirsi adeguatamente ascoltato. Nella sua versione, gli sarebbero state prospettate due possibilità: tornare dalla famiglia in India oppure entrare in una struttura che il sacerdote ha definito una comunità psichiatrica.
Su quest’ultimo punto è arrivata però una versione nettamente diversa del vescovo. Salera ha spiegato di avere proposto a don Kamal un periodo di pausa e una struttura nel Biellese nella quale sacerdoti aiutano altri sacerdoti nei momenti di difficoltà, precisando che non si tratterebbe né di una casa di cura né di una struttura psichiatrica. In alternativa, gli avrebbe suggerito di trascorrere un periodo con la famiglia in India, con la prospettiva di essere riaccolto una volta ritrovata la necessaria serenità. Anche don Smiderle ha respinto la ricostruzione del confratello, sostenendo che fino a pochi giorni prima tra loro vi fossero rapporti sereni e di collaborazione.
Al momento don Kamal ha scelto di fermarsi e non celebra le messe. Sulla vicenda è intervenuto anche il Consiglio pastorale, prendendo le distanze dalle accuse contenute nella lettera e schierandosi a sostegno del vescovo e di don Smiderle.
Da Rondissone a Rivarolo Canavese, un’altra partenza interessa fra Grégoire Plus, religioso conosciuto da tempo nelle comunità del territorio e che dal 31 agosto ha lasciato il proprio incarico. La sua vicenda personale era balzata agli onori della cronaca anche nell’estate 2025, quando aveva subito il furto dell’auto dopo un tentativo di intrusione nella zona di Pasquaro e aveva successivamente promosso una raccolta fondi.
Sullo sfondo resta poi il caso che nella primavera scorsa aveva provocato forti reazioni tra i fedeli: quello di don Mario Viano, allora parroco di Bosconero e abate-parroco di San Benigno. Dopo la perquisizione dei carabinieri forestali nella canonica di Bosconero del 12 marzo, durante la quale furono trovati circa 200 grammi di marijuana e numerosi animali, il sacerdote rassegnò le dimissioni nelle mani del vescovo Salera, che le accettò. La Diocesi precisò successivamente che la decisione era stata presa dallo stesso Viano e che, di comune accordo, era iniziato per lui un periodo di ritiro e silenzio mentre proseguivano le indagini della Procura di Ivrea.
Tre situazioni differenti, che non possono essere sovrapposte né ricondotte automaticamente alle stesse cause. Ma la loro successione nell’arco di pochi mesi restituisce l’immagine di una Diocesi chiamata a gestire contemporaneamente diversi passaggi pastorali e forti tensioni interne, mentre in alcune comunità cresce il dibattito sulle scelte adottate e sul rapporto tra sacerdoti, fedeli e vertici della Chiesa eporediese.