
Canavese, bimba di 5 anni vittima di maltrattamenti: la Procura di Ivrea indaga genitori e nonni
Una vicenda drammatica, partita dal Canavese e arrivata nelle aule giudiziarie di Ivrea. Una bambina di appena cinque anni, soccorsa in condizioni gravissime nel luglio 2024, sarebbe stata vittima per anni di maltrattamenti, privazioni e umiliazioni all’interno dell’ambiente familiare.
La piccola era stata trasportata in elisoccorso all’ospedale Regina Margherita di Torino il 10 luglio 2024. Al momento dell’intervento del 118 era quasi incosciente e presentava escoriazioni, lesioni in diverse parti del corpo, segni di malnutrizione e una sospetta intossicazione da farmaci. Gli accertamenti ospedalieri avrebbero inoltre evidenziato un grave ritardo nello sviluppo.
Da quel ricovero sono partite le indagini coordinate dalla Procura di Ivrea. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la bambina sarebbe stata sottoposta fin dai primi anni di vita a punizioni particolarmente pesanti. Durante la notte sarebbe stata lasciata con gli indumenti bagnati, obbligata a dormire nel letto sporco oppure mandata all’esterno anche nei mesi invernali. In altre circostanze sarebbe stata costretta a mantenere a lungo posizioni punitive o a saltare su ceppi di legno.
La Procura contesta inoltre una situazione di forte isolamento sociale e di deprivazione alimentare ed emotiva. La bambina non sarebbe stata iscritta alla scuola materna e avrebbe avuto pochissimi contatti al di fuori della famiglia.
Dopo il ricovero, la piccola è stata presa in carico dai servizi sociali e successivamente collocata in una comunità protetta, dove ha iniziato un lungo percorso di recupero.
Il pubblico ministero Debora Rinaudo ha chiesto il rinvio a giudizio dei genitori, di 29 e 31 anni, e di un amico di famiglia di 42 anni, con l’accusa di maltrattamenti pluriaggravati. Coinvolti anche i nonni materni, ai quali viene contestato di non essere intervenuti a tutela della nipote. Sono tutti italiani e da tempo radicati in Canavese.
Sarà ora il giudice del Tribunale di Ivrea, nell’udienza preliminare ancora da fissare, a valutare le contestazioni formulate dalla Procura e a decidere se gli indagati dovranno essere rinviati a giudizio.
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