
Piemonte, oltre 205mila famiglie in povertà energetica: «Sempre più difficile pagare le bollette»
In Piemonte sono ormai oltre 205mila le famiglie che vivono in condizioni di povertà energetica, pari al 10,1% dei nuclei familiari della regione. Un dato superiore alla media nazionale che significa, in termini concreti, che più di 400mila persone incontrano difficoltà a sostenere le spese per i consumi essenziali: dal riscaldamento in inverno al raffrescamento estivo, fino all’utilizzo dell’acqua calda, della cucina e dell’illuminazione domestica.
A fotografare la situazione è un’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte, elaborata sui dati 2025 dell’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (OIPE) e dell’Istat.
Con il 10,1% delle famiglie coinvolte, il Piemonte si colloca all’ottavo posto tra le regioni italiane più colpite dal fenomeno, al di sopra della media nazionale del 9,1%. A livello italiano le famiglie in povertà energetica sono quasi 2,5 milioni, per un totale di oltre 5 milioni di persone.
A pesare è soprattutto il costante aumento del costo dell’energia. In Piemonte la spesa complessiva delle famiglie per elettricità e gas è passata dai 3,164 miliardi di euro del 2024 ai 3,253 miliardi del 2025, con una previsione di crescita fino a 3,685 miliardi nel 2026.
«Siamo molto preoccupati – commenta il presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, Giorgio Felici – perché imprese, lavoratori e famiglie sono talmente gravati da tasse, tariffe e costi da avere sempre maggiori difficoltà a utilizzare l’energia per rinfrescarsi d’estate e riscaldarsi d’inverno. La povertà energetica rappresenta una delle sfide più urgenti della nostra società e deve essere affrontata con azioni concrete e coordinate».
Secondo Felici, il caro energia rende indispensabile un utilizzo più efficiente delle risorse disponibili. «È fondamentale ottimizzare i consumi attraverso comportamenti più consapevoli e soprattutto con le nuove tecnologie. La transizione verso basse emissioni di carbonio è una scelta decisiva che il Paese deve continuare a perseguire con strumenti efficaci e lungimiranti».
Il presidente di Confartigianato ha poi espresso anche alcune critiche sulle politiche energetiche e sulla mobilità elettrica. «Il caldo d’estate e il freddo d’inverno vanno affrontati con buonsenso e senza ideologia. Le imprese stanno facendo la loro parte investendo nell’efficientamento energetico e nella realizzazione di comunità energetiche, mentre dalla politica servono interventi strutturali e non soluzioni dettate dall’emergenza».
L’analisi evidenzia come la povertà energetica non rappresenti più soltanto un problema economico, ma una questione sociale che incide direttamente sulla qualità della vita di una quota sempre più ampia di famiglie piemontesi.